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Dossier preti gay alla Curia di Napoli, il vescovo chiede scusa ai fedeli

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“Vi chiediamo scusa a nome di chi non ha tenuto un comportamento consono alla grazia sacramentale ricevuta in abbondanza, procurando in voi ‘turbamento’ e ‘scandalo'”: lo ha detto oggi il vescovo di Tursi-Lagonegro, monsignor Vincenzo Orofino, all’omelia della Messa crismale celebrata nella cattedrale di Tursi (Matera). Il vescovo si riferiva ai sacerdoti i cui nomi sono apparsi nel “dossier” sulla rete di preti gay che l’escort Francesco Mangiacapra ha consegnato nel febbraio scorso alla curia di Napoli, in cui compaiono i nomi di alcuni sacerdoti della diocesi tursitana.

 

Sarà trasmesso alle competenti autorità ecclesiastiche del Vaticano il dossier che denuncia l’esistenza di una presunta rete di preti gay. La decisione è stata presa dal cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, che ha preso atto del faldone di oltre 1200 pagine consegnato alla Cancelleria della curia partenopea dall’escort Francesco Mangiacapra. «Al di là della competenza – spiega Sepe in un comunicato diffuso dalla Curia di Napoli – e al di là del fatto che, nel documento sbobinato e stampato, lasciato e sottoscritto dall’autore, non figurano nomi riconducibili alla Diocesi di Napoli, resta la gravità dei casi denunciati per i quali, qualora accertati, coloro che hanno sbagliato devono pagare e devono essere aiutati a pentirsi per il male fatto».

L’autore del dossier, Francesco Mangiacapra, ha consegnato ieri mattina al cancelliere della Curia Arcivescovile, il dossier sui casi di presunta omosessualità, ritirando il cd già portato il 21 febbraio scorso. «Per fornire – si precisa – un file con lo stesso materiale, ma disposto in maniera più ordinata». Lo stesso Mangiacapra – riferisce la Curia di Napoli citando stralci del verbale da lui stesso sottoscritto – ha precisato: «L’unico elenco di nomi che io fornisco è quello di stamattina, corredato da ciò che ritengo essere delle prove». E ha aggiunto che «su internet e WhatsApp circola un file denominato preti Salerno 1, in cui sono elencati una serie di nomi di preti che si imputano come gay. Non sono stato io – osserva – a redigere questo elenco che circola, sebbene risulti firmato a mio nome».

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