Ventisei capi di imputazione non sono bastati per la permanenza in carcere di Giacomo Visconti, indicato dalla Procura di Napoli come il capo e promotore di un’organizzazione dedita allo smercio di droga sulla rotta Spagna-Italia. Il gup del tribunale di Napoli ha infatti scarcerato Visconti, conosciuto negli ambienti della mala come ‘o tifos, concedendogli gli arresti domiciliari.
Secondo la Procura l’associazione capeggiata dal Visconti acquistava ingenti quantitativi di sostanza stupefacente di tipo Hashish e Marjuana dalla Spagna per poi rivenderla sul mercato Italiano.
E in questo contesto, a Visconti – oltre al reato associativo con ruolo di capo, promotore, organizzatore e finanziatore – erano contestati ben 26 reati fine in materia di acquisto, detenzione e cessione di stupefacenti. Nonostante l’elevata gravità dei reati contestati, e nonostante i precedenti penali specifici in materia di stupefacenti (che hanno portato l’accusa a contestare anche la recidiva specifica), Visconti, grazie al brillante lavoro dei suoi difensori (gli avvocati Luigi Senese, Claudio Davino e Andrea Di Lorenzo (quest’ultimo dello studio legale Luigi Senese), ha visto aprirsi le porte del carcere.
Per Visconti infatti è stata accolta L’istanza presentata dai suoi difensori con la sostituzione della misura cautelare del carcere con quella degli arresti domiciliari.
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