Quella in corso è “la peggiore influenza del secolo”. Così l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, docente di Igiene all’Università del Salento, intitola un post pubblicato sul suo profilo Facebook. “Lo so, un titolo esagerato non è amico della buona comunicazione scientifica”, premette. “Ma purtroppo – spiega – la stagione influenzale di quest’anno si prefigura peggiore di quella del 2017-18 che, a sua volta, era stata la peggiore da quando in Italia misuriamo in modo standard la circolazione dei virus influenzali, ovvero dal 1999-2000. Non sbagliamo dunque ad affermare che l’intensità dell’epidemia di influenza quest’anno sia la peggiore del secolo”.
“Attenzione: non significa che quest’anno l’influenza sia ‘più aggressiva’”, precisa l’esperto. “L’influenza – rimarca – è sempre da considerare una malattia impegnativa che si accompagna ad un carico di malattia elevato e potenzialmente letale. Quello che cambia da stagione a stagione è l’intensità di circolazione del virus: ci sono stagioni in cui il virus trova una popolazione più resistente (immune), altre in cui incontra più suscettibili che ne sostengono la circolazione. Da questo punto di vista sono i bambini quelli che fanno sempre la differenza”. Non a caso, “anche quest’anno l’incidenza di sindromi influenzali nei bambini è almeno 10 volte superiore rispetto agli anziani – sottolinea Lopalco – Due anni di assenza di circolazione influenzale per via della pandemia di Covid-19 hanno prodotto un accumulo di suscettibili importante”.
“Non dite che non lo avevamo detto: sia anticipo che intensità” dell’influenza 2022-23 “erano stati previsti dagli esperti che, giustamente, avevano per tempo lanciato l’allarme per anticipare e potenziare la campagna vaccinale. Ho paura” però “che tale allarme non sia stato raccolto né dai cittadini che non ne possono più di sentir parlare di virus, né dal servizio sanitario decisamente stremato dopo la campagna di vaccinazione pandemica. Comunque, non è mai troppo tardi per vaccinarsi”, aggiunge.
