Estorsioni con carta d’identità alla Sanità: «Tecnica creata dai Vastarella»

Nessuna minaccia. Nessun raid armato. Bastava mostrare la carta d’identità del boss e i commercianti cedevano merce ovviamente senza ricevere in cambio alcuna retribuzione. La singolare tecnica era una ‘creazione’ del boss Patrizio Vastarella nel periodo successivo alla sua scarcerazione. Un modo per evitare coinvolgimenti diretti. Un modo per controllare il territorio senza per questo esporsi. A svelare questo retroscena sin qui inedito il collaboratore di giustizia Rosario De Stefano, lo stesso che ha fatto luce sulla situazione criminale precedente alla ‘strage delle Fontanelle’ e sui delitti compiuti dai Lo Russo nei vicoli del rione Sanità.

I verbali sui Vastarella

«Voglio precisare che le estorsioni erano fatte col sistema della tessera, cioè Patrizio dava a noi la sua carta d’identità e diceva di andare presso questi esercizi ed altri negozi che vendevano generi alimentari per fare la spesa senza pagare. Cosi per esempio, se Vastarella aveva degli ospiti a casa mi mandava a prendere delle pizze dove io mi presentavo e, esibita la tessera, facevo l’ordine a nome di Patrizio; chiaramente il commerciante nulla diceva sapendo chi fosse Patrizio Vastarella. Lello (Raffaele Vastarella) le estorsioni le faceva senza bisogno di carta d’identità e comunque le faceva ad un
livello economico superiore; preciso che fu proprio Patrizio Vastarella ad introdurre il
sistema della carta d’identità per limitare le richieste estorsive ai vari commercianti che erano fatte a suo nome dai suoi familiari, sicché l’esibizione della sua tessera ai negozianti serviva per attribuire con certezza la richiesta proprio a Patrizio Vastarella che, poi, comunque non li pagava».

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