Meno mezzi pubblici in circolazione, capienza ridotta e maggiori difficoltà per l’utenza dei pendolari rientrati a lavoro: la fase 2 a Napoli sta significando soprattutto ricorso all’auto privata, al momento il mezzo più sicuro anche per evitare troppi contatti con altre persone e ridurre il fattore di rischio.
Ma il sindaco De Magistris punta sulla mobilità alternativa e in particolare sul sistema di circolazione in bici ed è pronto a partire il nuovo progetto di bike sharing. Ecco cosa prevede il piano e come le imprese possono agevolare la vita dei propri dipendenti su due ruote.
Il bike sharing a Napoli
È Fanpage ad anticipare le mosse studiate da Palazzo San Giacomo: lo scorso 8 maggio il Comune ha approvato la delibera “Napoli Riparte”, che prevede incentivi e agevolazioni per l’utilizzo della bici privata e della mobilità sostenibile, e che Inoltre, sta lavorando anche per mettere a disposizione dei cittadini circa 6mila bici per il bike sharing.
Un ambiente di lavoro bike friendly
Ma per facilitare davvero la diffusione di questi sistemi di trasporto alternativi ed ecologici, e per consentire alle persone di poter raggiungere con serenità il proprio ufficio, anche le imprese devono seguire alcune linee guida, come quelle indicate da FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bici) per promuovere l’uso della bicicletta negli spostamenti quotidiani come mezzo sicuro e sostenibile per sé stessi e gli altri.
Incentivare il bike-to-work
Il bike-to-work deve essere incentivato promosso attraverso alcune azioni che agevolano agevolino le operazioni per i biker, come ad esempio prevedere appositi parcheggi con rastrelliere (e – nella migliore delle opzioni – anche un kit di supporto per gonfiaggio o sostituzione degli pneumatici), comunicazione efficace sui piani ed eventualmente incentivi.
Non meno importante è poi allestire dei locali adibiti a uso spogliatoio, ed eventualmente installare armadietti e stenditoi o docce singole per consentire a ognuno di rimettersi in sesto dopo la pedalata; un sistema pratico è quello proposto da FAMI spa FAMI Srl, che ha realizzato degli armadietti spogliatoio pratici e adatti a ogni tipo di ambiente e necessità.
Il progetto napoletano
Entrando nel dettaglio nel piano del sindaco De Magistris, a quanto si apprende, le bici in affitto saranno diffuse in tutta la città, con postazioni disposte in punti strategici del centro: in piazza Trieste e Trento, piazza Bovio, Stazione Marittima, via Partenope, piazza Vittoria, via Caracciolo, ma anche al Centro Direzionale e nel quartiere di Bagnoli.
Per usufruirne si pensa all’utilizzo combinato del sistema station based – le rastrelliere fisse a cui agganciare la bici – e del sistema del free floating, che consente agli utenti di prelevare le bici in un luogo e lasciarle dove vogliono.
Seimila bici in arrivo per i napoletani
Indiscrezioni anche sulle tipologie di bicicletta fornite ai napoletani, che saranno sia a pedalata assistita che di tipo muscolare. In aggiunta a questo intervento pubblico, poi, il Comune intende favorire anche l’utilizzo privato delle biciclette private attraverso una serie di azioni e incentivi, come contributi per l’acquisto, il trasporto gratuito sui mezzi pubblici e scontistica per la sosta anche in garage privati.
Nella citata delibera, infine, è prevista anche la realizzazione di 30 zone per la condivisione degli spazi tra auto e pedoni, ciclisti e motociclisti, e dei corridoi bike lane destinati a bici e monopattini, indicati dalla sola segnaletica. Questi percorsi passano su strade e marciapiedi, ma anche attraverso corsie preferenziali non tramviarie, e servono a collegare punti strategici come stazioni metro e ferroviarie o parcheggi interscambio.


