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Finale amaro come per Mazzarri: quante analogie con Napoli-Chelsea del 2012

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A tanti tifosi è sembrato di riviverla. A chi l’aveva vista dallo stadio, a chi sul divano di casa, e anche ai più piccoli, ai quali quell’epico Napoli-Chelsea del 2012 è stato soltanto raccontato.

Il primo tempo della gara di ieri al Maradona ha ricordato incredibilmente quello condotto dalla squadra di Mazzarri, ormai 14 anni fa. Stesso stadio (all’epoca chiamato San Paolo) e stesso modulo sono solo elementi di cornice, perché i primi 45 minuti di gioco di ieri sono stati una riproposizione perfetta di quella magica notte del 21 febbraio 2012.

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Inizio forte degli azzurri, ma a passare in vantaggio sono gli inglesi: quella volta fu un errore di Paolo Cannavaro a mandare in gol Mata, questa volta Juan Jesus, troppo ingenuo, ha regalato il rigore a Enzo Fernandez.

Blues avanti nella prima mezz’ora, ripresi e superati negli ultimi minuti della prima frazione: scolpito ancora nella memoria dei tifosi azzurri il gran gol del Pocho Lavezzi che aveva riportato in parità l’incontro, così come quello di Antonio Vergara ieri. Per entrambi, il primo gol in Champions, con il 23enne di Frattaminore capace di emulare l’argentino in una delle sue giocate classiche: la sterzata da ritiro della patente.

Un’altra incredibile analogia anche nella rete del 2-1, segnata ancora negli ultimi istanti della prima frazione. Epico il gol di Cavani a scavalcare Cech, di matadoriana memoria quello di Hojlund: anticipo secco sul primo palo, proprio come quelli del centravanti uruguaiano, che ne ha fatto un marchio di fabbrica in carriera. In panchina scene simili con Conte alla Mazzarri (non quello 2.0 di qualche mese fa) e condizioni analoghe: Grava, Britos e Federico Fernandez per gli azzurri, Lampard, Ashley Cole e Torres per i Blues nel 2012; il remake con De Chiara, Garofalo e Spinelli di fianco al tecnico salentino e Palmer, Garnacho e Delap accanto a Rosenior.

Stadio di Fuorigrotta, 3-4-3, Mata, Fernandez, reazione rabbiosa allo svantaggio, Lavezzi, Vergara, Cavani e Hojlund: insomma, un primo tempo fotocopia a 14 anni di distanza.

Anche ieri, come allora, non c’è stato il lieto fine: nel 2012 la doccia gelata arrivò tre settimane più tardi, dopo una battaglia di 120 minuti allo Stamford Bridge; questa volta, per tornare con i piedi per terra, ci è voluto molto meno.

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