Fratelli uccisi dal clan, mazzata per i Formicola del ‘Bronx’ di Napoli

E’ una vera e propria mazzata quella inferta questa mattina, nel processo con rito abbreviato, dal gip della XLV sezione (dottoressa Di Palma) a carico di quattro soggetti di primo piano facenti parte del clan Formicola, il clan attivo nel ‘Bronx’ di San Giovanni a Teduccio (via Taverna del ferro). Il processo è quello relativo all’omicidio dei due fratelli Massimo e Salvatore Petriccione avvenuti nel 2002 e nel 2004. Carcere a vita per Bernardino Formicola e suo nipote Antonio Marigliano ‘o silan (balzato agli onori delle cronache per una serie di intercettazioni che lo riguardano in merito al ferimento di Salvatore Nurcaro, Marigliano non è indagato per quel processo). Trent’anni sono stati invece sentenziati per Francesco Silenzio mentre Alessandro Migliaccio ha rimediato 12 anni. Una vera e propria stangata per la cosca del ‘Bronx’.

Oltre ai capoclan emerge il nome di Migliaccio: coinvolto nel maxiprocesso alla camorra di Barra e Ponticelli, ha riportato diverse condanne prima di intraprendere un percorso da collaboratore di giustizia facendo, tra l’altro, rivelazioni sia sull’omicidio del Gaetano Formicola nel 1993 e sull’accordo di tre clan (gli Amato-Pagano, i De Micco e i Rinaldi-Formicola)  per dividersi gran parte del traffico di droga della zona, in particolare cocaina che partiva dalla Colombia e arrivava in Campania tramite Olanda e Spagna. La sua collaborazione con la giustizia poi si interruppe con Migliaccio che si diede poi alla macchia.

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