“Fu zio Ciccio Mallardo a frenare la guapperia dei rampolli Contini e Bosti”

Francesco Mallardo ed Edoardo Contini, in mezzo Ettore

“Quando occorre adottare decisioni strategiche in assenza o in limitata presenza di alcuni dei capi (perché detenuti o latitanti) la cabina di regia torna ad essere quella unitaria dell’Alleanza, e anche strategie utili e necessarie per la vita dei singoli clan confederati vengono decise dai vertici degli altri clan”. Questo è quanto di recente chiaramente emerso nella indagine che ha portato all’azzeramento dell’Alleanza di Secondigliano. Grazie all’inchiesta è stato possibile monitorare in maniera incrociata affiliati e vertici dei diversi gruppi federati. E’ stato accertato che la direzione del clan Contini, attesa la detenzione di Edoardo Contini e Patrizio Bosti e l’agitata, violenta e boriosa modalità operativa posta in essere da Ettore Bosti, figlio di Patrizio e attuale reggente, ha necessitato la *discesa in campo” dello zio Francesco Mallardo a indirizzare dal punto da vista criminale ed economico-criminale il gruppo continiano, nella necessità di arginare, con la lucidità e lungimiranza di un vecchio capoclan quale Ciccio Mallardo, le dannose ansie espansionistiche del “delfino” connotate da una controproducente iperattività criminale non in linea con i parametri propri della intelligente logica mafiosa imposta da tempo da Edoardo Contini. Il quale a partire dalla fine degli anni ’90, dopo la violenta faida cittadina, ha sempre cercato di evitare inutili e plateali scontri, interni ed esterni, produttivi di dannose attenzioni investigative, ricercando la negoziazione con gli altri gruppi e la penetrazione silente, per quanto violenta, della vita cittadina. Espansione inarrestabile ma, per quanto possibile, senza inutili clamori; l’opposto della modalità criminale roboante e guappesca di Contini Jnr