Boss col reddito di cittadinanza: è tra gli arrestati del clan dell’Arenella

Gaetano Scotto,

Boss mafioso, ma con reddito di cittadinanza. Gaetano Scotto, arrestato con l’accusa di associazione mafiosa, lo percepisce, come ha dichiarato lui stesso oggi durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip. L’inchiesta che lo coinvolge, coordinata dalla dda di Palermo, ieri ha portato in cella otto mafiosi del clan dell’Arenella guidato secondo gli inquirenti proprio da Scotto. Il capomafia, coinvolto nell’indagine sulla strage di Via D’Amelio, era stato scarcerato nel 2016.

Gli inquirenti non hanno dubbi. Giuseppe Costa, detto «Pinuzzu u chieccu (balbuziente ndr)», fratello di Rosaria Costa, moglie del poliziotto Vito Schifani ucciso nella strage di Capaci insieme al giudice Falcone, «è un componente della famiglia mafiosa di Vergine Maria che svolge le funzioni di esattore delle richieste estorsive destinandole ai carcerati». È quanto si legge nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip Roberto Riggio, che ieri è sfociata nell’arresto di 8 affiliati alla cosca dell’Arenella tra i quali lo stesso fratello della vedova Schifani che durante i funerali del marito pronunciò dal pulpito la frase divenuta simbolo della ribellione alla mafia: «Io vi perdono, ma voi dovete inginocchiarvi».

Rosaria Costa, che si è rifatta una vita e oggi abita in Liguria, in un’intervista al Corriere della Sera dice di essere distrutta dalle rivelazioni sul fratello «che non vedo da due anni e con il quale avevo rapporti rarissimi». E lancia un altro anatema, rivolto questa volta al congiunto. «Inginocchiati tu, Pino, mio Caino, fratello traditore». «E’ come se fosse morto ieri», aggiunge la donna parlando con La Repubblica. A inchiodare Giuseppe Costa sono le intercettazioni ascoltate «in diretta» dagli investigatori della Dia. È proprio con «Pinuzzu» che Francesco Paolo Scotto, accusato dal fratello Gaetano di avere intascato parte dei proventi illeciti del pizzo a lui destinati, ha un «chiarimento». Una conversazione captata grazie alla microspia piazzata nella Mercedes di Scotto. Il 7 agosto del 2016 i due sono fermi davanti alla casa di Costa. E in quell’occasione il fratello della vedova Schifani chiede: «Chi si è fottuto sti soldi? Chi ti sta accusando».