Convulsioni e crisi respiratoria, la piccola Giada si sente male. La mamma: «Provo a darle una vita normale»

Sulla pagina Facebook “Un sogno per Giada”, è mamma Rita ad informare le tante persone che seguono con apprensione la storia di Giada, la piccola di Giugliano malata di leucemia ed in attesa di un trapianto di midollo osseo. Poco prima di Natale, la famiglia in un post ha fatto sapere della compatibilità di ben due donatori e che, grazie ai valori positivi, Giada poteva scendere dall’ospedale Bambin Gesù in cui è ricoverata per ritornare a casa per le festività.

Ben diverso, invece è il post che la donna ha pubblicato questa mattina, nel messaggio di Rita c’è meno gioia rispetto a quello precedente, più paura ed inquietudine. Il post segue a quello del 1 gennaio in cui Rita parlava dei valori poco brillanti dell’ultimo controllo periodico, “La sua stanchezza o le giornate particolari, ma l’umore di questo capo/inizio anno non è proprio al massimo”

Poi il post di questa mattina:

Io mi ostino a farle fare una vita normale, dimenticandomi che “normale” Giada non è, dopo il controllo ematico di martedì, andato tutto bene e le prime visite per verificare lo stato dei suoi organi interni, su sua richiesta ed avendo 2 giorni liberi, ci siamo fatti un’altra passeggiata a Napoli. Avevamo in programma una pizza seria, la carne alla brace e magari la visita di qualche amichetta “sana”…. Cosa che sembra più difficile, visto che molti sono influenzati! Ma ieri non è stata bene! Ha avuto una crisi convulsa, a cui dovrei essere abituata, ne ha avute tante, ma ci si può mai abituare a vedere tua figlia incosciente? Vomitare e rimanere affogata dal suo stesso vomito? I neurologi dicono che durante le crisi bisogna solo somministrare del sedativo e aspettare che passi, ma nel frattempo la testa dei genitori pensa… pensa alla possibilità che in una di queste crisi, possa avere danni permanenti e seri e non ci si abitua a vederla dimenarsi o a non riuscire a respirare durante la crisi o parlare per ore dopo, pur essendo cosciente, incapace di farsi capire….
Credevo che le avrei fatto vivere con serenità e spensieratezza i giorni prima del ricovero in camera sterile, e paradossalmente, quello che mi innervosisce di più è proprio non tener fede alle mie promesse, fatte con leggerezza per farla felice e “vivere”….invece siamo dovuti rientrare a Roma in ambulanza privata, perché le ambulanze, giustamente, ti trasportano all’ospedale più vicino, ma non a quello in cui sei già in cura e per noi, non aveva senso un ricovero alla neurologia del Santobono di Napoli….
Adesso faremo i controlli alla sua “testa” che sembra essere la parte che più risente delle terapie e poi non so cosa ci riservano i prossimi giorni