Elicottero sulla ‘Giamaica’ napoletana, distrutte oltre 500 piante di marijuana

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Elicottero in volo sui Monti Lattari

Elicottero sulla ‘Giamaica’ napoletana, distrutte oltre 500 piante di marijuana. Controlli a largo raggio effettuati da parte dal comando provinciale carabinieri di Napoli. Sono entrati in azione i carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia e del nucleo elicotteristi di Pontecagnano Faiano. I militari hanno scoperto 525 piante di marijuana in un terreno demaniale sui Monti Lattari, precisamente in località Capo Mazzo. I militari hanno campionato piante di cannabis indica, alte tra i 70 e i 110 centimetri. I carabinieri le hanno distrutte sul posto, intanto proseguono le indagini per identificare i coltivatori.

LA GIAMAICA NAPOLETANA

La zona dei Monti Lattari è definita spesso con il soprannome di Giamaica napoletana, infatti, le forze dell’ordine hanno spesso ritrovato estese coltivazioni di piante di marijuana. Nell’agosto del 2019 i carabinieri della stazione di Gragnano e i Forestali di Castellammare in collaborazione con il 7° Nucleo Elicotteri di Pontecagnano hanno individuato tre vaste piantagioni di cannabis indica. A Vallone Fondica c’erano 466 piante, a San Giacomo 372 e Monte Megano 2327. Per un totale di 3165. Tutte alte tre i due metri e i due metri e mezzo. Le piante sono state distrutte dopo la campionatura.

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L’AGGUATO AL BOSS DEI MONTI LATTARI

Nel settembre del 2019 fu uciso il boss Antonino Di Lorenzo, detto o’ lignammone. L’uomo stava tornando nella sua abitazione, quando i killer lo hanno crivellato di proiettili davanti al cancello di casa. Di Lorenzo, era stato coinvolto negli ultimi anni in molte inchieste e arresti per traffico di droga.

Gli inquirenti gli assegnavano un ruolo da regista nella produzione di marijuana. Considerato il signore dei narcos, a capo di una organizzazione in grado di inondare il mercato illegale di stupefacenti. Rifornendo piazze di spaccio da Castellammare a Sorrento. Da alcuni mesi era tornato libero ed aveva l’obbligo di dimora a Casola.