Giocava al 10 e lotto per riciclare denaro sporco: in manette una donna. I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna hanno eseguito una ordinanza cautelare di applicazione della misura degli arresti domiciliari emessa dal Tribunale del Riesame di Napoli, in seguito ad appello proposto dalla Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di una 41enne di Caivano gravemente indiziata del reato di riciclaggio.
In particolare, all’esito delle investigazioni svolte anche con il contributo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, sarebbe emersa un’attività di riciclaggio di denaro di provenienza delittuosa attraverso puntate e scommesse sportive consentite.
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Nonostante le accuse di ben due pentiti, Youssef Aboumuslim e Michele Ortone, è riuscito ad ottenere una condanna decisamente al ribasso. Parliamo di Lucio Musella, ras della mala flegrea e fedelissimo del boss di Bagnoli Massimiliano Esposito ‘o scognat.
Musella, imputato nel processo per il tentato omicidio di Vincenzo Scodellaro, grazie alla linea difensiva del suo legale, l’avvocato Giuseppe Perfetto, ha ottenuto la derubricazione in lesioni personali e se l’è cavata con una condanna a soli cinque anni. Gli altri coimputati erano già stati condannati in via definitiva.
Il primo a parlare di quell’agguato fu Youssef Aboumuslim, nipote dello stesso boss Esposito, che in uno dei suoi primi verbali tirò in ballo anche l’ex ras di Posillipo Antonio Calone: ”Il giorno che decidemmo di andare da Scodellaro, mi recai a Pianura da Calone e gli rappresentai che dovevamo sparare a Scodellaro perché aveva picchiato Puglisi. Antonio Calone in persona ci diede appoggio dandoci due telefonini per comunicare tra noi e con Massimiliano”.
