“Voi puntate il dito su di me e non risolvete i problemi veramente gravi e seri”. Inizia così il lungo sfogo affidato a Instagram da Artem Tkachuk, l’attore italo-ucraino di 25 anni diventato celebre per il ruolo di “Pino ‘o pazzo” nella serie televisiva Mare Fuori. Una reazione a caldo che arriva all’indomani della sentenza di condanna in primo grado per i vandalismi avvenuti la scorsa primavera nel Milanese.
Il duro sfogo di Artem dopo la condanna: “Avete puntato il dito contro di me”
L’attore rivendica la propria estraneità ai fatti: “Quella notte come dichiarato anche davanti al giudice ho fatto 200 metri per comprare le sigarette e mi sono trovato in un blitz con accuse che c’erano macchine rotte. Ovviamente ho opposto resistenza ai poliziotti… Ammetto di aver bevuto un po’ in più quella notte, ma non è giusto che ora puntiate il dito su di me. Questo è il prezzo da pagare quando si è sotto i riflettori”.
Le dichiarazioni dell’attore seguono la pronuncia del Tribunale di Milano. Al termine del processo celebrato con rito abbreviato, la giudice Amelia Managò ha condannato Tkachuk e altri tre giovani (di 18, 22 e 26 anni) alla pena di un anno di reclusione per il reato di danneggiamento aggravato in concorso. La Procura aveva chiesto per tutti una pena a 8 mesi. La giudice ha concesso agli imputati il beneficio della sospensione condizionale della pena e la non menzione della condanna nel casellario giudiziale, subordinandoli però a una condizione perentoria: i quattro dovranno “riparare le conseguenze del reato”, ovvero risarcire integralmente i danni economici causati, entro e non oltre sei mesi. Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra 15 giorni.
I fatti oggetto del processo risalgono alla notte tra il 20 e il 21 maggio scorso. Secondo l’impianto accusatorio accolto dalla giudice, Tkachuk e i tre coimputati avrebbero danneggiato a calci quattro automobili utilitarie lasciate in sosta in via Molino Prepositurale a Rho (Milano), spaccando gli specchietti retrovisori e ammaccando violentemente i paraurti.
All’arrivo delle volanti del commissariato di zona, l’attore 25enne si era scagliato contro i poliziotti insultandoli e minacciandoli. Un comportamento per il quale era stato arrestato in flagranza (l’arresto fu poi convalidato senza l’applicazione di misure cautelari) e che gli è costato l’iscrizione in un fascicolo separato per il reato di minacce a pubblico ufficiale, accusa per la quale Tkachuk si era successivamente scusato davanti al magistrato durante l’udienza di convalida.
In aula, le difese avevano sollecitato l’assoluzione per tutti gli imputati. L’avvocata Maria Grazia Padula (legale di Tkachuk e di un altro giovane) e l’avvocata Alessia Pontenani (difensore degli altri due ragazzi) hanno tentato di smontare le accuse contestando la ricostruzione della polizia. In particolare, la legale Pontenani ha sottolineato come i suoi assistiti avessero conosciuto l’attore per puro caso soltanto quella notte, fermandolo per chiedergli di scattare un selfie insieme. A riprova della loro estraneità ai vandalismi, la difesa ha evidenziato come l’arresto sia scattato in una via diversa rispetto a quella in cui si trovavano le macchine danneggiate.
Nel pronunciare la sentenza, la giudice Managò ha escluso per Tkachuk l’aggravante della recidiva, sebbene il nome dell’attore figurasse già negli archivi delle forze dell’ordine per episodi precedenti. Il 17 settembre dello scorso anno, il 25enne si era reso protagonista di un episodio all’interno dell’ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli: presentatosi in forte stato di agitazione, aveva dato in escandescenze, venendo denunciato per resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio.
Nell’aprile del 2019, invece, Tkachuk era finito sulle pagine di cronaca in veste di vittima. Appena diciottenne e fresco del debutto cinematografico nel ruolo di “Tyson” nel film La paranza dei bambini, il giovane venne aggredito e ferito a coltellate tra le strade del capoluogo campano.
Danneggiò le auto in sosta, condannato l’attore di Mare Fuori

