Sono iniziati il 7 novembre e termineranno il 21 novembre gli interrogatori nell’ambito dell’inchiesta ‘Monnezzopoli’, che vede 62 indagati nei due filoni tra Marano e Giugliano. Il Pm della Procura di Napoli Nord, dott. Cesare Sirignano, ha chiesto gli arresti domiciliari per 12 persone tra cui il sindaco Nicola Pirozzi, l’ex primo cittadino Antonio Poziello, politici, imprenditori e dipendenti della ditta Teknoservice.
Il Gip del tribunale di Napoli Nord, dott. Vincenzo Saladino, come previsto dalla nuova riforma Nordio, prima di esprimersi sulle richieste cautelari, dovrà effettuare gli interrogatori preventivi agli indagati i quali dovranno chiarire le gravi accuse a loro carico che vanno, a vario titolo, dalla corruzione alla turbativa d’asta. Nei primi interrogatori davanti al Gip Saladino, avvenuti alla presenza anche dei Pm Sirignano e del Procuratore aggiunto Maria Di Mauro, a carico di Oliviero, Spacone, Magno e Benedetto qualcuno ha rilasciato dichiarazioni spontanee o depositato memorie difensive, mentre altri hanno preferito non rispondere. Chi ha risposto, invece, ha respinto le accuse a proprio carico dichiarandosi estraneo ai fatti contestati.
I soggetti farebbero parte di un sistema di affidamento illecito ad imprenditori in cambio di tangenti – soldi, assunzioni e altre utilità – di appalti comunali nel settore della raccolta e smaltimento dei rifiuti. Un’indagine che comprende due filoni, uno relativo al Comune di Marano, l’altro a quello di Giugliano. Si tratta però di inchieste fortemente connesse e per questo trattate insieme dal Gip, vista la presenza delle medesime fattispecie di reato e personaggi operanti nel settore dell’imprenditoria ambientale e faccendieri che si muovevano tra i due enti locali, condizionando fortemente la regolarità dell’azione amministrativa.
Per i fatti di Giugliano, riguardanti gli anni 2020 e 2021, sono in totale 25 gli indagati, per sette dei quali la Procura ha chiesto sempre gli arresti domiciliari. Oltre a Nicola Pirozzi ed al suo predecessore Antonio Poziello, rischiano gli arresti anche l’ex assessore comunale Luigi Grimaldi, l’imprenditore Nicola Benedetto, l’intermediario Luigi Vitiello, il responsabile del cantiere Teknoservice Giuseppe Magno e l’ex dirigente Giuseppe Spacone. Per i fatti di Marano a rischio domiciliari i dipendenti comunali Domenico Abbatiello, Vittorio Iorio e Giovanni Paragliola, gli imprenditori Michele Oliviero e Raffaele Schettino, proprietari della Bema srl e della Inchem Srl, aziende dei rifiuti coinvolte nelle indagini.
Il collegio difensivo è composto, tra gli altri, dagli avvocati Michele Giametta, Marco Sepe, Luigi Poziello, Domenico Russo, Silvio Auriemma, Mario Griffo e Giovanni Lo Russo.
La Procura aveva chiesto l’arresto anche per l’ex sindaco di Marano Rodolfo Visconti, ma il Gip non ha ritenuto sussistenti gli estremi per l’applicazione della misura cautelare. Figure centrali dell’inchiesta sono Giuseppe Spacone, direttore per la Campania della Teknoservice srl, società con oltre 200 dipendenti, e Oliviero, imprenditore di Villa Literno, personaggi che fanno da trait union ai due filoni di indagine.

