Io, tu e Pino Mauro: carriera infinita per l’icona della sceneggiata napoletana

Praticamente tutti, almeno una volta nella vita, hanno sentito dire “stiamo io, tu e Pino Mauro”, ma non tutti però, in particolar modo nelle ultime generazioni, conoscono la storia di quello che è definito tra i principali interpreti della sceneggiata napoletana.

Pino Mauro, è il nome d’arte di Giuseppe Mauriello, nato il 2 gennaio del 1939 a Villaricca. Nella sua lunghissima carriera artistica si è distinto come cantante e attore.

La sua carriera si è divisa tra l’interpretazione vocale di brani del repertorio della Canzone classica napoletana e l’interpretazione della sceneggiata, in auge ai primi del Novecento.

Cercando su Google sono tanti i rimandi alla carriera artistica di Pino, una vita che non vuol sapere di esaurirsi neanche dopo il compimento dell’ottantesimo anno d’età. Su wikipedia sono tanti gli spunti alla lunghissima carriera artistica di Pino Mauro, intervallata anche da una spiacevole disavventura giudiziaria, poi conclusasi felicemente.

Anni cinquanta

Inizia la sua carriera da giovanissimo, nel 1954. Nel 1955 partecipa ad uno spettacolo al Teatro del Popolo, nella Villa Comunale di Napoli, dove canta Ddoje stelle so’ cadute, presentata da Sergio Bruni e Achille Togliani al Festival di Napoli 1955. Viene notato da Salvatore Arenella, direttore commerciale della Compagnia Generale del Disco, che l’anno successivo lo farà passare alla Vis Radio. Nello stesso anno partecipa alla Festa della Sanità cantando Nuttata ‘e sentimento. Nel 1956, passato alla Vis Radio, partecipa alla Piedigrotta Argos con la canzone Tu me vuò bene di Raffaele Mallozzi. Nel 1957 partecipa alla Piedigrotta Giba, tenutasi al Teatro Augusteo, dove presenta la canzone Ammore amaro, incisa su 78 giri, su etichetta Vis Radio, nel giugno dello stesso anno, e cantata in seguito anche da Sergio Bruni e Mario Abbate. Lo stesso anno partecipa al programma radiofonico Un quarto d’ora Vis Radio, alla Radio Nazionale, con Claudio Villa, Maria Paris e Mario Abbate. Nello stesso decennio debutta in teatro con la sceneggiata napoletana.

 

Anni sessanta

Nel 1960 partecipa alla Piedigrotta Vian, al Teatro Diana, dove presenta Senza ‘e te, scritta da Renato Fiore. Nel 1961 incide e lancia la canzone Malufiglio, incisa, in secondo momento da Mario Merola e Mario Trevi, nel 1962.[1] Nel 1962 partecipa alla Piedigrotta G.Ciofficon la canzone Core e lacreme.[1] L’anno successivo debutta al Festival di Napoli 1963, dove si presenta con tre brani: Serenata marenara (Petrucci – Arciello), abbinato a Nunzio Gallo, che si classifica settima, Cu tte a Santa Lucia (Fiore – Vian), abbinato a Mario Abbate, che si classifica undicesima, e È dummeneca (Fiore – Vian) abbinato a Gina Armani, che non arriva in finale. Nel 1965 si presenta con E te lassaie (De Como – G. Cioffi) abbinato a Luciano Virgili che non arriva in finale. L’anno dopo è la volta di L’ammore (Dura – Salerni) abbinato a Nunzia Greton nemmeno questa arriva in finale. Nel 1968 si ripresenta col brano Napule e tu (G. e M. Compostella – Cioffi) abbinato a Nino Delli, non arrivando però in finale. Nel 1970 presenta il brano Dispietto pe’ dispietto (G. e M. Compostella – Amoruso – Cioffi) abbinato a Pina Iodice e Gino Da Procida, non arrivando in finale. Nel 1971, abbinato a Mario Trevi, doveva presentare il brano 24 luglio (Modexano – Sorrentino – Colucci – Cofra) ma per motivi organizzativi la trasmissione venne sospesa.[1][1]

Anni settanta

Una volta tramontato il Festival di Napoli, insieme a Mario Merola e Mario Trevi, Mauro si dedica ampiamente alla Sceneggiata, nella quale aveva debuttato negli anni cinquanta. È interprete di svariate sceneggiate teatrali: ‘A sfida(1971), ‘O fuorilegge (1972), ‘A Mafia(1972), Gangster (1973), Capobanda (1974), Calibro 9 (1974), ‘O motoscafo (1974), Grazie Marì (1977). In dieci anni porterà in scena quaranta sceneggiate.[1] Durante gli anni settanta farà varie apparizioni televisive nazionali. Nel 1973 porta la sceneggiata in Rai con Ammore e gelusia, regia di Velia Magno, dove recita con Anna Maria Ackermann, Luciano Rondinella, Rosalia Maggio, Pietro De Vico, Anna Walter. Il narratore è Arnoldo Foà. Nello stesso anno partecipa anche a Domenica in con Pippo Baudo e Corrado Mantoni, effettua la prima tournée in America e partecipa a Un disco per l’estate 1973 con ‘Ncatenato a tte (Giordano-Esposito-Alfieri).[1] L’anno successivo partecipa a Un disco per l’estate 1974 con il brano Ma che pazzia (Palomba-Alfieri). Al cinema debutta nel 1977 con il film Onore e guapparia di Tiziano Longo. Seguono I figli non si toccano! (1978), I guappi non si toccano (1979), Attenti a quei due napoletani (1982).[1]

Anni ottanta

Dopo dieci anni ritorna il Festival di Napoli. Partecipa al Festival di Napoli 1981 presentando il brano ‘Na carezza (Correale – Mauriello). Nel 1981 il suo singolo ‘O bene mio (scritto con Vincenzo Correale), si aggiudica il disco di platino per numero di vendite. Dal 1983 incide gli album Collezione d’autoreFormalità.

Anni novanta

Negli anni ’90 rallenta la sua attività teatrale, dedicandosi alle tournée all’estero.

La canzone rivendicata

Nel 1992 Pino Mauro pubblica il primo volume della collana 30 anni di successi, Ieri, Oggi – Canzoni classiche napoletane dal ’56/’86, con arrangiamenti di Gigi d’Alessio. In occasione della pubblicazione dell’album, incide il brano Tutt’ ‘e dduje, dichiarando di esserne l’autore originale. Mauro accusa Nino D’Angelo di furto del brano, ribattezzato Fra 50 anni e inciso nell’album Forza campione del 1983, durante la sua permanenza nel Carcere dell’Ucciardone, tra la fine del 1982 e il 1985. L’artista fu poi assolto in primo grado per errore di persone, come da sentenza del tribunale di Palermo. Il caso viene ripreso nei libri Storie di ordinaria ingiustizia, di Raffaele Genah Sono innocente – Oltre mezzo secolo di clamorosi errori giudiziari, di Enzo Catania. Tale tesi viene ripresa nel 2012, nel libro autobiografico L’ultimo dei grandi.

Anni duemila e duemiladieci

Nel 2004 ritorna al Teatro Trianon (durante il periodo di gestione di Nino D’Angelo) con la sceneggiata ‘O schiaffo, con Nunzia Greton, Antonio Buonomo, Oscar Di Maio. Nel 2007 prende parte al video del singolo Fin quanno vai ‘ncielo del duo Co’Sang. Il 30 luglio 2015 è ospite del programma Stracult, dove è intervistato da Marco Giusti.