Ha ammesso l’aggressione, ma ha negato l’intenzione di uccidere. È questa la linea difensiva tracciata da Giuseppe Musella davanti agli inquirenti dopo essersi costituito per l’omicidio della sorella Jlenia, la 22enne morta a Napoli dopo essere stata colpita da una coltellata alla schiena.
Secondo il racconto – ancora tutto da verificare – la violenza sarebbe esplosa al termine dell’ennesima lite domestica. Giuseppe avrebbe colpito la sorella con schiaffi e pugni e, mentre lei si stava allontanando per fuggire alle percosse, avrebbe lanciato un coltello, colpendola alla schiena. Un gesto che, nelle sue parole, non sarebbe stato compiuto con l’intenzione di uccidere.
Le discussioni tra i due, sempre secondo quanto riferito dal giovane, erano frequenti. Anche nel pomeriggio dell’omicidio ci sarebbe stato un contrasto iniziale per la musica ascoltata ad alto volume da Jlenia. Ma il litigio sarebbe degenerato poco dopo per un motivo ancora più banale e tragicamente assurdo: il cagnolino di Giuseppe avrebbe fatto la pipì in casa.
Nel racconto fornito agli investigatori, Jlenia avrebbe reagito con un calcio all’animale. Un gesto che avrebbe fatto perdere il controllo al fratello. La situazione, inizialmente, sembrava essersi calmata. Poi, il guaito del cane, sentito poco dopo, avrebbe fatto riesplodere la rabbia: Giuseppe si sarebbe avventato nuovamente sulla sorella, colpendola e lanciando il coltello che si è rivelato fatale.
Una ricostruzione che ora gli inquirenti stanno vagliando con attenzione, confrontandola con i rilievi medico-legali, le testimonianze dei vicini e i segni di violenza riscontrati sul corpo della giovane. Lividi e ferite che potrebbero raccontare una dinamica più complessa e prolungata rispetto a quella descritta dall’indagato.
Resta un dato incontrovertibile: Jlenia stava cercando di allontanarsi, di fuggire dalla violenza. È in quel momento che è stata colpita alle spalle. Un dettaglio che pesa e che sarà centrale nella valutazione delle responsabilità penali.
Mentre la Procura prosegue le indagini, la città resta scossa da un femminicidio maturato tra le mura di casa, nato da una quotidianità fatta di liti, tensioni e fragilità, e culminato in una violenza irreversibile.

