Il latitante Giuseppe Mastini, conosciuto come Johnny ‘lo zingaro’, scappato dopo un permesso premio dal carcere di Sassari lo scorso 6 settembre, è stato rintracciato e arrestato dalla Polizia della Questura sassarese, con la collaborazione della Polizia Penitenziaria. Era nascosto in un casale in una zona rurale nelle campagne in provincia di Sassari.

«Sono scappato per amore», il racconto di Johnny lo Zingaro

“Sono fuggito per amore, si fugge sempre per amore”. È quanto avrebbe detto Johnny Lo Zingaro ai poliziotti e agli uomini della penitenziaria quando questa mattina è stato individuato e arrestato in un casale nelle campagne della provincia di Sassari. Mastini era disarmato e non ha opposto resistenza. (ANSA)

La notizia dell’evasione

Sono trascorse più di 48 ore da quando Giuseppe Mastini, 60 anni, l’ergastolano conosciuto come “Johnny lo Zingaro”, è evaso dal carcere di massima sicurezza di Sassari. Alla sua ricerca sono impegnate tutte le forze dell’ordine già da sabato scorso, quando è stata diramata la nota del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria che segnalava il suo mancato rientro, fissato per le 12.20 di quello stesso giorno. Aveva ottenuto un permesso premio alla casa famiglia “Don Giovanni Muntoni” gestita dai salesiani a San Giorgio, una borgata di Sassari.

LE RICERCHE DOPO IL MANCATO RITORNO IN CARCERE

Oltre alla questura e alle stazioni dei carabinieri di Sassari, Porto Torres, Alghero e Olbia, dove si trovano i principali porti e aeroporti del Nord Sardegna. Allertata anche la polizia di frontiera degli scali di Alghero, Olbia e Cagliari, nonché quella dei porti di Palau, Olbia e Cagliari.

IL SOPRANNOME ‘ZINGARO’   

Il soprannome ‘zingaro’ è legato alle sue origini sinti, era rinchiuso da luglio del 2017 nel carcere sassarese. Tornatoin cella dopo l’ultima evasione avvenuta il 30 giugno di quell’anno dal penitenziario di Fasano. Anche in quella circostanza era uscito, godendo del regime di semilibertà ma non aveva fatto più rientro. Mastini ha alle spalle una lunga scia di sangue dalla fine degli anni Settanta. Il suo primo omicidio risale a quando aveva solo undici anni. Era stato coinvolto anche nell’inchiesta sulla morte di Pier Paolo Pasolini. Negli anni Ottanta aveva seminato il terrore a Roma.

LA PRIMA EVASIONE DAL CARCERE

La sua prima evasione risale al 1987 quando, approfittando di una licenza premio, non rientrò in carcere. Si rese protagonista di numerosi fatti criminali: furti, rapine, ma anche il sequestro di una ragazza, Silvia Leonardi, l’omicidio della guardia giurata Michele Giraldi e il ferimento di un brigadiere dei carabinieri, Bruno Nolfi. Catturato due anni dopo. È considerato socialmente pericoloso.

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