HomeCronacaLa pista dello ‘sgarro’ dietro l'omicidio di Antonio Mauro a Napoli

La pista dello ‘sgarro’ dietro l’omicidio di Antonio Mauro a Napoli

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Sono ore febbrili in ambito investigativo per cercare di ricostruire il movente dell’omicidio di Antonio Mauro, ucciso in via Cesare Rossaroll due sere fa. L’uomo, indicato come vicino ai Contini e legato sentimentalmente con una donna con legami in questo gruppo, potrebbe avere pagato uno sgarro maturato in ambito di mala. Più flebile l’ipotesi che vorrebbe il 48enne vittima di un regolamento di conti fra clan.

Originario della zona dei Tribunali Mauro stava rincasando quando il suo cammino ha incrociato quello dei killer: sei colpi di cui uno che non gli ha lasciato scampo al torace. Le indagini sono affidate agli uomini della squadra mobile (guidati dal dirigente Mario Grassia) che sta scandagliando anche il giro delle ultime frequentazioni di Mauro che vantava precedenti per estorsione e tentato omicidio ma mai indagato per associazione camorristica.

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La tentata fuga di Antonio Mauro

Il 48enne avrebbe anche provato a scappare alla vista dei killer: per lui non c’è stato scampo. Gli uomini della polizia Scientifica che hanno repertato sei bossoli calibro 7,65. Nel passato del 48enne c’è poi un agguato a cui scampò miracolosamente: era il dicembre del 2007 e il 48enne si ritrovò sotto una decina di colpi calibro 9 in via San Giovanni a Carbonara, incuranti dei molti passanti.

L’allora 29enne si trovava nei pressi di un distributore di benzina, insieme a lui erano stati feriti, in modo non grave, il gestore dell’impianto e suo figlio. In quell’occasione fu colpito da una pallottola alla gola e trasportato all’ospedale degli Incurabili dove fu sottoposto ad un delicato intervento chirurgico che gli salvò la vita

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