Attesa finita per i 500mila maturandi italiani che attendevano con ansia la pubblicazione del decreto ministeriale prevista entro sabato, 31 gennaio con le materie scelte dal Ministero dell’Istruzione e del Merito per la seconda prova scritta del 19 giugno e, soprattutto, sulle quattro materie protagoniste del nuovo colloquio orale.
Si tratta di un momento decisivo per gli studenti dell’ultimo anno, che dovranno affrontare per la prima volta l’impianto previsto dalla nuova riforma.
Latino al liceo classico e matematica allo scientifico, annunciate le materie per seconda prova e orale alla Maturità
Latino al Liceo classico; Matematica al Liceo scientifico; Scienze umane al Liceo delle Scienze umane; Economia aziendale per gli Istituti tecnici del Settore economico indirizzo «Amministrazione, finanza e marketing»; Discipline turistiche e aziendali per gli Istituti tecnici del Settore economico indirizzo «Turismo»; Progettazione, costruzioni e impianti per l’indirizzo «Costruzioni, Ambiente e Territorio». Queste alcune delle discipline scelte per la seconda prova scritta della Maturità 2026, secondo quanto prevede il decreto n.13 del 29/1/2026, firmato dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
La novità più simbolica della riforma voluta dal ministro Valditara è il ritorno alla dicitura ufficiale di “Esame di Maturità”, abbandonando definitivamente la vecchia definizione di Esame di Stato. Il cambiamento non è solo nominale ma profondamente strutturale. Da quest’anno il colloquio orale verterà su quattro discipline specifiche scelte annualmente dal ministero, segnando la fine del modello “enciclopedico”. Il colloquio mirerà a verificare l’apprendimento e la capacità di argomentare in modo critico, tenendo conto dell’impegno scolastico e delle attività extra-scolastiche meritevoli. Un punto fondamentale riguarda la validità dell’esame: a differenza del passato, non sarà più possibile evitare l’orale per protesta. Chi non sosterrà tutte le prove previste, colloquio incluso, non riceverà il diploma e sarà considerato non idoneo.
Bonus merito e punteggi
Novità importanti arrivano anche sul fronte della valutazione finale e dei premi per gli studenti più meritevoli. La riforma ha rivisto il sistema dei punti bonus, rendendoli più accessibili a una platea più vasta di candidati. Mentre in precedenza era necessario raggiungere almeno 97 punti per sperare in un incremento, ora la soglia minima per l’assegnazione dei bonus scende a 90 punti complessivi tra crediti e prove d’esame.
La commissione potrà integrare il punteggio finale fino a un massimo di tre punti, premiando non solo il risultato numerico ma anche l’impegno costante dimostrato durante l’ultimo triennio e la qualità del percorso personale presentato davanti ai docenti.


