Una richiesta apparentemente banale, quella di accendere una sigaretta a una ragazza, sarebbe stata all’origine di un’aggressione culminata con una sparatoria. È quanto ricostruito dagli investigatori a Torre del Greco, dove un 21enne è stato sottoposto a fermo e successivamente condotto in carcere con l’accusa di tentato omicidio aggravato dai futili motivi, porto di arma clandestina e ricettazione.
I fatti risalgono alla notte tra il 12 e il 13 settembre 2026, in via Marconi, nei pressi di un locale pubblico frequentato da giovani. Secondo quanto emerso dalle indagini dei Carabinieri della Compagnia di Torre del Greco, un gruppo di giovani avrebbe aggredito un ragazzo, ritenuto “reo” di aver chiesto a una ragazza di accendere una sigaretta, dopo che il suo accendino aveva smesso di funzionare.
Cinque colpi ad altezza d’uomo
La situazione sarebbe poi degenerata fino all’esplosione di diversi colpi di arma da fuoco. Dalla visione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza, gli investigatori avrebbero ricostruito che il 21enne avrebbe esploso almeno cinque colpi ad altezza d’uomo, colpendo il giovane che sarebbe stato il vero obiettivo dell’azione.
In un primo momento era emerso soltanto il ferimento di un altro ragazzo, completamente estraneo alla vicenda, raggiunto da un proiettile a un piede.
Il destinatario della sparatoria, invece, inizialmente avrebbe negato di essere stato colpito. Gli investigatori, però, insospettiti dalle sue condizioni di salute, caratterizzate da pallore e vomito, hanno proceduto a un’ispezione personale. È così emersa la presenza di un foro di entrata e uno di uscita provocati da un proiettile all’altezza dell’inguine destro, una zona considerata vitale.
Trovata l’arma clandestina
Le indagini, avviate dai militari dell’Arma e successivamente coordinate dalla Procura della Repubblica, hanno portato anche al rinvenimento dell’arma che sarebbe stata utilizzata durante la sparatoria.
Presso l’abitazione in uso al 21enne sono stati sequestrati una pistola clandestina con matricola abrasa e gli indumenti che l’indagato avrebbe indossato al momento dell’azione.
Il giovane, ascoltato dagli investigatori, avrebbe genericamente ammesso di aver esploso i colpi, negando però di aver avuto l’intenzione di uccidere qualcuno.
Fermo convalidato, disposta la custodia in carcere
Sulla base degli elementi raccolti, il 21enne è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria. Il provvedimento è stato successivamente convalidato dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata, che, su richiesta della Procura, ha disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere.
Le accuse contestate sono quelle di tentato omicidio aggravato dai futili motivi, porto di arma clandestina e ricettazione.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. La misura cautelare può essere impugnata davanti al Tribunale del riesame e, in applicazione del principio di presunzione di non colpevolezza, l’indagato non potrà essere considerato colpevole fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.


