Un pezzo da novanta della camorra partenopea. Tanto da essere riconosciuto anche dai gruppi avversari. Questo il profilo del ras del clan Licciardi Paolo Abbatiello, reggente del gruppo della Masseria Cardone. Il retroscena è stato svelato in un dialogo, intercettato nel marzo del 2023, tra lo stesso ‘Paoluccio’ e Salvatore Savarese, reggente dell’omonimo gruppo della Sanità. Proprio Paoluccio avrebbe parlato col ras della Sanità dei rapporti con un esponente di spicco del cartello criminale di Napoli Centro: “Tiene un bel rapporto con noi… Lo sai che venne proprio con noi nella Masseria Cardone“, raccontando che un boss dei Mazzarella sarebbe andato personalmente nella roccaforte del clan Licciardi. Tutto ciò dimostrerebbe la caratura criminale di Abbatiello e la sua capacità diplomatica con gli altri clan di camorra.
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Ordinanza confermata per Paolo Abbatiello, indicato come il reggente del clan Licciardi. A stabilirlo il tribunale del Riesame di Napoli, che ha confermato la custodia cautelare in carcere per Paoluccio. Il ras era finito in carcere nell’ultima inchiesta sugli affari della cosca della Masseria Cardone. Tanti gli episodi ricostruiti, tra cui l’imposizione a un imprenditore di pagare 20mila euro, quasi come fosse una penale, a seguito del fallimento di un affare comune. Dalle conversazioni, captate nel dicembre 2022, emergerebbe il successivo intervento del clan Amato-Pagano, a cui la vittima si sarebbe rivolto per non pagare il reggente del clan Licciardi. Il titolare dell’azienda, però, non era a conoscenza – come sottolineato dal ras Salvatore Sapio – che i due gruppi criminali erano in ottimi rapporti. Abbatiello avrebbe manifestato rabbia per l’intervento di un affiliato della cosca melitese, che avrebbe bloccato il pagamento dei 20mila euro. Il reggente della Masseria Cardone avrebbe quindi inviato due emissari per far arrivare un messaggio chiaro a un parente di un importante boss scissionista: “Ma ti credi che la malavita si fa per eredità… È una cosa di malavita? … Se è una cosa di malavita ce la discutiamo… È una cosa commerciale“.


