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Morte di 6 pazienti in ambulanza, l’ex autista si faceva selfie con le bare

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Nelle scorse ore sono emersi nuovi dettagli sulle morti misteriose di almeno sei anziani avvenute dal febbraio al novembre del 2025, in provincia di Roma, all’interno di un’ambulanza da parte di Luca Spada. L’ex autista di ambulanze ora è  in carcere con l’accusa di aver ucciso sei pazienti, perlopiù anziani con gravi patologie attraverso iniezioni d’aria, avrebbe agito sulla base di una spinta motivazionale interna ossessiva e incontrollabile.

Queste alcune delle dichiarazioni emerse nelle ultime ore da parte degli specialisti del Racis dei carabinieri di Roma. Secondo quanto dichiarato il 28enne avrebbe agito selezionando vittime quali anziani e malati con modalità compatibili con una logica predatoria e seriale. La scorsa estate, il Gip ha respinto la richiesta di scarcerazione per l’indagato. La difesa precedentemente aveva chiesto i domiciliari per Spada, segnalando che con il licenziamento della Croce Rossa, sarebbe venuto meno il rischio di reiterazione di fatti analoghi a quelli contestati.

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A risultare dubbiosi sono anche gli accessi ospedalieri di Spada, che in un caso si sarebbe provocato un’embolia. Questi comportamenti vanno ad inserirsi in una fase preparatoria caratterizzata da persistente elaborazione dell’azione e sono compatibili con una sorta di sperimentazione, verifica o affinamento delle modalità operative.

Spada si è sempre dichiarato innocente

Luca Spada nel corso dei mesi si è sempre dichiarato innocente, affermando in più circostanze che si trattava di persone gravemente malate. Secondo la sua ricostruzione dei fatti soltanto un paziente sarebbe morto in ambulanza, e i restanti alcuni giorni dopo il trasporto.

Sarebbero anche emerse delle chat che Spada fosse solito condividere tra fine 2024 ed inizio 2025. In tali chat ci sarebbero contenuti macabri, quali selfie con bare sullo sfondo, foto di carri funebri e riesumazioni di cadaveri. A rivelare ciò ai carabinieri di Forlì sono stati alcuni colleghi di lavoro di Spada. L’uomo inoltre pare che collaborasse con un’agenzia di onoranze funebri di Meldola, pur in assenza di un rapporto di lavoro formale.

 

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