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martedì, Maggio 28, 2024
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Muore nel carcere di Poggioreale, mistero per il 32enne di Secondigliano

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Venerdì Alessandro Esposito è stato trovato nella sua cella a Poggioreale. Il 33enne, originario di Secondigliano, si trovava recluso nel reparto Napoli al piano terra. Sul posto il magistrato di turno e il medico legale che avrebbero trovato segni di violenza sul corpo. Indagini sono in corso per accertare la dinamica dei fatti e individuare eventuali responsabili.

“Se, come si sospetta, il 32enne trovato morto a Poggioreale è stato ucciso, sarebbe il quarto omicidio in un anno a dimostrazione che il sistema penitenziario è al collasso. Tutti sono liberi di fare ciò che vogliono. Non sono un caso le due sommosse in due giorni ad Agrigento e a Santa Maria Capua Vetere” dice Aldo Di Giacomo, segretario generale Sindacato polizia penitenziaria.

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“Servirebbe un avvicendamento del sottosegretario alla Giustizia Del Mastro con una persona che tecnicamente conosce il carcere. Che abbia voglia di migliorarlo e lavorarci adeguatamente”, conclude.

LE PAROLE DEL GARANTE DEI DETENUTI

In mattinata sono stato nel carcere di Poggioreale 🌹 Sono stato a piano terra del reparto Napoli, mi sono fermato a riflettere e pregare davanti la cella dove ieri è stato trovato morto Alessandro, 33anni compiuti lo scorso agosto. Ho parlato con i suoi due compagni di cella, con gli altri del reparto, moltissimi malati, tre su una sedia a rotelle, nessun piantone. Le indagini in corso chiariranno, insieme all’autopsia che si terrà lunedì, le cause della morte. Le carceri italiane e campane sono piene di detenuti tossicodipendenti e malati psichici denunciati dai familiari. L’assenza dei servizi, il fallimento in alcuni casi di Sert e Dipartimenti di salute mentale è sotto gli occhi di tutti. Così come l’indifferenza della maggior parte della gente per queste categorie di persone. Il bene, l’amore, l’affetto la condivisione possono guarire quasi tutti i mali del mondo , insieme a politiche attive di inclusione sociale ♥️ Sentiamoci un po’ tutti un po’ responsabili di queste morti e di queste solitudini😔”, dichiara il Garante dei Detenuti della Campania, Samuele Ciambriello.

 Carceri: Detenuto suicida ad Ancona, due morti in un giorno

Roma, 06 Gen. – “Un detenuto, italiano, di circa 23 anni, ristretto per reati contro il patrimonio, nel tardo pomeriggio di ieri è stato trovato morto per impiccagione nel bagno della sua cella nell’isolamento della Casa Circondariale di Ancona Montacuto. A nulla sono valsi i soccorsi della Polizia penitenziaria e dei sanitari intervenuti. Lo stesso recluso, in precedenza, era stato protagonista di una violenta aggressione nei confronti di un operatore di Polizia penitenziaria. Sempre ieri, al mattino, nel carcere Napoletano di Poggioreale, invece, un altro detenuto, 32enne, è stato rinvenuto cadavere in circostanze misteriose e, secondo notizie di stampa, non sembrerebbe potersi escludere l’omicidio. Vigilia d’Epifania, dunque, con due morti, anticipati dai violenti disordini, per fortuna senza conseguenze fisiche per le persone, di Santa Maria Capua Vetere”.

A commentare l’accaduto e Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria.

“Se il 2023 si è chiuso con 68 suicidi fra i detenuti e uno fra gli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria e ben tre omicidi nelle carceri (19 giugno, Velletri; 13 settembre, Genova Marassi; 19 dicembre, Viterbo), l’anno 2024 si apre nel peggiore dei modi con sommosse, suicidi e morti quantomeno dubbie. Se il grado di civiltà di un paese si misura dalle carceri, continuiamo a pensare di non esagerare descrivendo la situazione penitenziaria attuale paragonabile a teatri di guerra. Proprio laddove si rinchiudono le persone per rieducarle al rispetto della legge e della civile convivenza, vengono quotidianamente oltraggiati diversi principi costituzionali, con buona pace per l’esempio che dovrebbero dare le istituzioni”, argomenta il Segretario della UILPA PP.

“Fa specie, poi, che alcune forze politiche, che hanno peraltro governato per molti anni, si rincorrano nell’avanzare interrogazioni parlamentari per sapere quanti appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria abbiano partecipato alla festa di Capodanno in cui era presente il Sottosegretario Delmastro, come se fosse un reato, ma perseverino nel non muovere un dito per migliorare tangibilmente le condizioni carcerarie, per chi vi è recluso e per quegli stessi appartenenti alla Polizia penitenziaria che continuano a scontare le pene dell’inferno per l’unica ‘colpa’ di essere al servizio dello Stato e che nel solo anno 2023 hanno subito oltre 1.700 aggressioni, computando solo quelle più gravi. Lo ribadiamo, necessita immediatamente un decreto carceri che affronti l’emergenza deflazionando la densità detentiva e rimpinguando con procedure accelerate gli organici, mancanti di oltre 18mila unità, e un progetto di riforma complessiva del sistema d’esecuzione penale, con anche la reingegnerizzazione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e la riorganizzazione del Corpo di polizia penitenziaria”, conclude De Fazio.

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