Un intervento delle forze dell’ordine ha portato alla luce una situazione drammatica che coinvolge un neonato e i suoi genitori. Il controllo è scattato dopo che il bambino era stato sottratto alla madre al personale sanitario subito dopo la nascita, impedendo l’avvio delle necessarie terapie.
Le condizioni del neonato
Secondo quanto emerso, il piccolo è stato trovato in condizioni igienico-sanitarie estremamente precarie: dormiva su un materasso appoggiato a un pavimento sporco, completamente nudo, in un ambiente caratterizzato dalla presenza di rifiuti e muffa.
A seguito dell’intervento, il bambino è stato affidato alle cure dei sanitari presso una struttura ospedaliera neonatologica, in attesa dei provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria Minorile.
Le indagini e il ritrovamento della droga
L’operazione è stata condotta dagli agenti del Reparto N.A.E. (Nucleo Assistenza Emarginati) del VII Gruppo Appio della polizia locale, su delega della Procura per i Minorenni. Dopo alcuni appostamenti, gli investigatori sono riusciti a individuare l’abitazione nel IV Municipio.
All’interno dell’appartamento sono stati rinvenuti circa 5 chili di marijuana e hashish, successivamente analizzati dai carabinieri. Il valore della sostanza è stato stimato tra i 60.000 e i 70.000 euro, con una potenziale produzione di migliaia di dosi.
Gli arresti e le denunce
Un uomo di 49 anni, di nazionalità romena, è stato arrestato per detenzione illegale di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e posto agli arresti domiciliari. La madre del neonato, una donna italiana di 31 anni, è stata invece denunciata.
Una vicenda già segnata dal passato
La coppia risulta già coinvolta in un procedimento penale per omicidio colposo legato alla morte di un altro figlio, avvenuta lo scorso anno pochi giorni dopo la nascita, a causa di complicazioni mediche riconducibili a un parto avvenuto in casa senza assistenza sanitaria.
La vicenda, ora al vaglio della magistratura, solleva gravi interrogativi sulle condizioni di vita del minore e sulle responsabilità dei genitori. Le indagini proseguono per fare piena luce sull’accaduto e garantire la tutela del neonato.
