Finisce l'incubo del piccolo Nicola, il bimbo torna finalmente a casa
Finisce l'incubo del piccolo Nicola, il bimbo torna finalmente a casa

Nicola, il bimbo di 21 mesi ritrovato nei boschi di Palazzuolo sul Senio dove era scomparso per quasi due giorni, è stato dimesso dall’ospedale. È questa la splendida notizia arrivata questa mattina dal Meyer di Firenze, dove il bambino era ricoverato in osservazione.

«Il piccolo ha trascorso una notte tranquilla in uno dei letti dedicati all’osservazione breve all’interno del pronto soccorso dell’ospedale pediatrico Meyer. Ha riposato insieme alla mamma. Questa mattina, trascorse le 24 ore necessarie per l’osservazione, le sue condizioni sono apparse buone ed è stato quindi dimesso alle ore 10 circa», scrive il Meyer in una nota.

“Abbiamo fatto un errore, lui è stato forte”, il padre del piccolo Nicola si pente

Stremato anche se decisamente sollevato. È così che appare Leonardo Tanturli, padre del piccolo Nicola cercato per due giorni e che, per fortuna, è stato ritrovato sano e salvo. Il piccolo è stato portato via in elicottero all’ospedale di Firenze, tra le braccia della madre. Lui, invece, è rimasto vicino al figlio  di quattro anni, che in questi giorni ha dovuto stare lontano fagli amici. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Leonardo Tanturli ha provato a fare chiarezza su diversi punti.

SULL’ALLARME DOPO DIVERSE ORE – «È stato un errore, riconosco che abbiamo sbagliato. Certo, eravamo molto preoccupati, ma conosco bene la zona. Io e la mia compagna pensavamo di riuscire a trovarlo presto. Dopo alcune ore, visto che lo chiamavamo e non rispondeva abbiamo pensato che si fosse addormentato vicino a casa, così abbiamo pensato che all’alba si sarebbe svegliato e l’avremmo ritrovato. Purtroppo non è stato così, a quel punto abbiamo chiamato il 112».

SULL’ALLONTANAMENTO – «Sì. Vivendo in campagna è abituato a camminare in autonomia, ma finora solo per alcune decine di metri. Non si era mai spinto così tanto. Negli ultimi tempi è cresciuto di qualche centimetro, adesso riesce a raggiungere la maniglia. Deve avere aperto la porta, forse non ci ha trovato e iniziato a cercarci».

QUI L’INTERVISTA COMPLETA 

 

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