Niko Pandetta
Niko Pandetta

Il cantante neomelodico Niko Pandetta si pente di avere dedicato una canzone allo zio boss. Davanti ai magistrati dice che non lo rifarebbe. Pandetta è finito sotto inchiesta a Catania per concorso esterno in associazione mafiosa. L’artista è stato interrogato a gennaio dalla Dda di Catania. Ha ammesso di avere “sbagliato” a fare l’occhiolino alla mafia. Afferma che è stata una “operazione di marketing al fine di costruire un personaggio che potesse colpire il pubblico, per farmi pubblicità”.

Nell’interrogatorio il neomelodico si è lamentato del fatto che, a causa delle polemiche, non ha potuto esibirsi su tutto il territorio nazionale. L’ultimo stop, a settembre, per un evento a Ostia. Oltre alle esternazioni in tv (fra cui l’ammissione di aver finanziato il suo primo cd con i soldi di una rapina), a Pandetta vengono contestati altri episodi.

Le indagini a Niko Pandetta per concorso esterno in associazione mafiosa, “Ero un’altra persona”

Così il cantante neomelodico Niko Pandetta, nipote dello storico capomafia catanese Salvatore Cappello. Si dice ‘pentito’ dei testi di alcune sue canzoni. Lo fa, riporta il quotidiano La Sicilia, in un’interrogatorio davanti alla Procura di Catania del 19 gennaio scorso nell’ambito di un’inchiesta in cui è indagato per concorso esterno all’associazione mafiosa, per cui i magistrati hanno chiesto al Gip una proroga delle indagini. “All’epoca ero un’altra persona – afferma Pandetta ai magistrati. Ero giovane e volevo fare successo, ma non avrei mai creduto che avrei avuto tutta questa influenza sul pubblico specialmente giovanile”. Il fascicolo era stato aperto sulla trasmissione del 5 giugno del 2019 di ‘Realiti’ su Raidue.

Le altre contestazioni

In studio un altro cantante neomelodico, Leonardo Zappalà, parlando di Falcone e Borsellino, aveva detto: “Queste persone che hanno fatto queste scelte di vita le sanno le conseguenze. Come ci piace il dolce ci deve piacere anche l’amaro“. Pandetta, in una clip, raccontava, tra l’altro, di aver finanziato il suo primo cd con una rapina, e nelle sue canzoni inneggia anche allo ‘zio Turi’, come punto di riferimento della sua vita. Per Pandetta quelle di Zappalà sono state “dichiarazioni sgradevoli”, che “io non ho condiviso e che comunque non mi appartengono”, a lui “attribuite senza che io ne avessi colpa”.

 

 

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