Le famiglie legate al clan Contini riuscivano ad incassare il Reddito di Cittadinanza grazie ad uno stratagemma condotto con l’aiuto dei parenti. Tra i beneficiari del contributo ci sono Filomena Russo, moglie di Ettore Bosti detto Ettoruccio o’ russo e figlio di Patrizio Bosti. La donna è anche figlia di Mario Lo Russo, uno dei Capitoni di Miano Scoperta dalla Guardia di Finanza Lucia Botta figlia del ras Salvatore Botta.

Sistema scoperto grazie all’operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Napoli, eseguita dalla Guardia di Finanza di Napoli. Ieri I militari conducevano perquisizioni e sequestri nei confronti di 25 nuclei familiari riconducibili al clan Contini. Nelle procedure di richiesta del reddito di cittadinanza si sono esposti persone incensurate, apparentemente in regola riguardo ai requisiti per ottenere il beneficio statale. I richiedenti però hanno omesso di dichiarare all’Inps la presenza di familiari condannati o sottoposti misure cautelari per reati associativi di tipo mafioso.

IL CLAN CONTINI INFILTRATO ANCHE NELL’ECONOMIA LEGALE

Il Contini è egemone a Napoli, nei quartieri Vasto, Arenaccia e San Carlo all’Arena, e sarebbe notoriamente in grado di infiltrarsi efficacemente nel tessuto sociale ed economico partenopeo, anche legale. Attività investigativa condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli, gruppo specializzato nelle operazioni anticamorra e negli accertamenti economico-finanziari più complessi.

SEQUESTRATI 270MILA EURO E LE CARTE DEL REDDITO DI CITTADINANZA

I controlli delle Fiamme Gialle a nuclei familiari eseguiti anche in virtù di una normativa, quella sul Reddito di Cittadinanza. La stessa è molto rigorosa sull’obbligo di indicare nella domanda  l’inesistenza nel proprio nucleo familiare di soggetti con trascorsi per reati associativi di tipo mafioso. Scattano altrimenti, come in questo caso, le procedure di revoca del beneficio, in stretta collaborazione con l’INPS.

Sono state sequestrate somme per circa 270mila euro indebitamente percepite dagli indagati nel periodo aprile 2019 – novembre 2020 oltre che le carte prepagate utilizzate per l’erogazione del beneficio. Gli accertamenti economico-patrimoniali condotti dalle Fiamme Gialle mettevano inoltre in luce un tenore di vita, per alcuni soggetti, sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati, come dimostrato dall’acquisto di beni di lusso e dalla frequentazione di rinomate località vacanziere in Italia e all’estero.

PERQUISITI ANCHE CENTRI D’ASSISTENZA TRA NAPOLI E PROVINCIA

Le perquisizioni e i sequestri eseguite in diverse zone della città di Napoli e in provincia. Controlli nei quartieri Avvocata, Borgo Sant’Antonio Abate, Poggioreale, San Carlo all’Arena, San Lorenzo, Scampia, Stella, Vicaria. Gli accertamenti portati avanti e nei comuni di Quarto, Sant’Antonio Abate, Cicerale, oltre che a Reggio Emilia. Sottoposte a perquisizione anche le sedi di 4 centri di assistenza fiscale operanti a Napoli e provincia. Strutture utilizzate dai percettori del sussidio per la presentazione delle domande.

I NOMI DEGLI INDAGATI

Filomena Lo Russo, Lucia Botta, Alberto Tolomelli, Ciro Tolomelli, Paolo Abbruzzese, Salvatore Acanfora, Diego Ambrosio, Annalisa Beneduce, Fortuna Boscetti, Vincenzo Boselli, Anna Capasso, Emanuele Conforti, Loredana De Martino, Pasqualina Di Martino, Barbara Giordano, Maria Martorelli, Monica Monaco, Silvia Monaco. Emilia Murolo, Antonio Pengue, Gennaro Pelliccio, Anna PEersico, Roxana Elena Longu, Natasha Scialò, Tiziana Vittuozzo.

 

 

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