Luigi Giuseppe Fiorillo, il 19enne di via Duca degli Abruzzi, ucciso la scorsa notte a via dell’Arco a Secondigliano, era in compagnia di altre persone quando i killer sono entrati in azione. È questa una delle prime informazioni trapelate e acquisite dalle forze dell’ordine (indagini affidate alla squadra mobile) che ora stanno cercando di identificare i presenti. Si parla di tre persone presenti al momento all’interno del circoletto quando il commando è entrato in azione. Per Fiorillo, piccoli precedenti per resistenza, spaccio e danneggiamento, non c’è stato nulla da fare. Nessuna pista è esclusa nemmeno quella dello ‘sgarro’ maturato in ambienti di mala visto che l’agguato si è consumato in quella che viene considerata la roccaforte dei Di Lauro (via vicinale Cupa dell’Arco dista a poche decine di metri).

Il precedente della fidanzata arrestata

Un altro retroscena è però emerso nelle ultime ore. Fiorillo era legato ad una ragazza arrestata ad inizio anno per spaccio proprio in via Duca degli Abruzzi, nella zona conosciuta come ‘aret o pizz (episodio riportato da Internapoli leggi qui).  La ragazza fu arrestata dagli uomini del commissariato di Secondigliano (guidati dal vice questore aggiunto Raffaele Esposito). Gli agenti, durante un servizio di controllo del territorio, notarono all’esterno di un edificio di via Duca degli Abruzzi una giovane donna che, alla loro vista, era rientrata frettolosamente nello stabile per eludere il controllo. I poliziotti, entrati nell’abitazione, trovarono occultate in una busta di plastica, 19 stecche di hashish. La giovane arrestata era la figlia di Giuseppe Pica, ex capozona dei Di Lauro, ucciso qualche anno fa in un agguato nella vicino Corso Italia.

 

 

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