Ergastolo. Si conclude così il processo di primo grado nei confronti di Mark Samson, il 24enne accusato di aver ucciso l’ex fidanzata Ilaria Sula nel suo appartamento di via Homs, nel quartiere Africano a Roma, il 25 marzo dello scorso anno.
Lo hanno deciso poco fa i giudici della terza sezione della Corte d’assise di Roma al termine di una camera di consiglio durata circa tre ore.
Omicidio di Ilaria Sula, fidanzato condannato all’ergastolo: “Giustizia è fatta”
«Samson non si è mai pentito di quello che ha fatto perché ha continuato a pensare che Ilaria meritasse di fare quella fine», aveva detto questa mattina la pm Maria Perna nel corso delle repliche in aula. Samson è reo confesso dell’omicidio della sua ex fidanzata, uccisa con tre coltellate al collo e abbandonata in una valigia in fondo a un dirupo nella zona di Capranica Prenestina. Al 24enne, alla luce di tutti gli elementi emersi nel corso dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, la procura di Roma contesta l’accusa di omicidio volontario con l’aggravante della premeditazione, oltre a quelle dei futili motivi e della relazione affettiva con la vittima e l’occultamento di cadavere.
«Ho ancora presente quel cadavere nel dirupo e le condizioni in cui era – ha detto la pm oggi in aula – Samson non ha mai detto la verità e ha continuato a mentire per non ammettere la premeditazione del delitto. Questo non è stato un delitto di impeto», ha sottolineato.
Presenti oggi nell’aula bunker di Rebibbia, oltre a genitori, parenti e amici di Sula, un gruppo di studenti dell’Università La Sapienza, dove studiava Ilaria, costituita parte civile. Assente invece l’imputato come anche i suoi genitori. La madre di Samson ha patteggiato una pena a due anni per concorso in occultamento di cadavere aggravato dal nesso teleologico.
«È stata fatta giustizia ma l’ergastolo vero ce lo abbiamo noi, io e mia moglie. Lui ancora respira, mia figlia non respira più. E’ un momento importante per la giustizia, io ho sempre avuto fiducia nella giustizia e non sono stato abbandonato». Lo afferma Flamur Sula, il padre di Ilaria, dopo la lettura della sentenza nell’aula bunker di Rebibbia con la condanna all’ergastolo per Mark Samson.


