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lunedì, Gennaio 24, 2022
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Omicidio Tortora, pugno duro del pm contro i presunti assassini di Pasquale ‘o stagnar


Si è tenuta questa mattina presso la Corte d’Assise di Napoli (II sezione, presidente Cristiano) la requisitoria del processo per l’omicidio di Pasquale Tortora, boss della mala acerrana ucciso nel maggio del 2020 soprannominato ‘o stagnar. I due imputati sono Alessio Galdiero, di Qualiano e da qualche mese collaboratore di giustizia, e Angelo Di Palma. Il pubblico ministero, nel corso della sua requisitoria ha ricostruito l’indagine avvalendosi anche delle dichiarazioni dello stesso Galdiero e ha chiesto per quest’ultimo 16 anni mentre per Di Palma 30 anni di reclusione. Di Palma è difeso dall’avvocato Dario Carmine Procentese. Lo stesso Galdiero ha fatto intendere che dietro quel delitto vi erano gli interessi della mala di Afragola che avrebbe dato il suo supporto in cambio dell’ingresso ad Acerra con la ‘sua’ droga per poi espandersi anche su Pomigliano e Casalnuovo. Un patto «sugellato da una stretta di mano»  come ha ribadito lo stesso Galdiero.

Il racconto di Galdiero:«Così uccidemmo ‘o stagnar»

«Ci recammo presso una concessionaria in quanto era un buon punto per fare l’omicidio perchè Tortora si trovava lì. Ricevuto l’avviso ci recammo presso la concessionaria: Di Palma guidava ed io ero sdraiato sul sedile posteriore dell’auto. Una volta giunti sul posto all’esterno vi era ferma una Panda bianca con all’interno un uomo col codino che appena ha visto che noi abbiamo fermato la nostra macchina ci ha urlato dietro. Pertanto siamo subito scappati e faccio presente che questa persona col codino ci ha inseguiti fino ad Acerra dove in prossimità della clinica Villa dei Fiori siamo riusciti a seminarlo passando e sfruttando la chiusura del passaggio a livello». Il delitto Tortora, dunque stando alle dichiarazioni del collaboratore, avrebbe sigillato un alleanza tra i due gruppi. Secondo la ricostruzione di Galdiero l’omicidio avrebbe dovuto fruttare ai due killer 40mila euro più un pacco di cocaina da poter smerciare liberamente

 

 

 

 

 

 

 

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