HomeCronacaSesso, droga e la lite finita male: i retroscena sull'omicidio a Varcaturo

Sesso, droga e la lite finita male: i retroscena sull’omicidio a Varcaturo

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Ferdinando Formisano e Davide Garbetta avevano una relazione caratterizzata da rapporti sessuali e dal consumo di droga. È questo il contesto in cui si inserisce l’omicidio avvenuto in casa del 68enne in via Vicinale Amodio a Varcaturo. L’analisi delle chat tra il 24enne e la vittima da parte della Procura di Napoli Nord ha confermato che i due si erano incontrati anche la notte del 9 aprile 2025.

Proprio da un rapporto fisico sarebbe scaturita la lite poi sfociata nel drammatico epilogo. Garbetta avrebbe immobilizzato il 68enne per poi colpirlo con violenti pugni, stringendogli infine le mani al collo e causando la morte per arresto cardiaco. Subito dopo il delitto, il ragazzo si sarebbe impossessato del telefonino della vittima e di una piccola somma di denaro.

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Il ritrovamento del cadavere di Ferdinando Formisano

Il corpo di Formisano è stato ritrovato con il volto tumefatto sul pavimento della sua camera da letto. A fare la terribile scoperta è stata un’amica della vittima che, non ricevendo risposta alle sue chiamate telefoniche, si è recata in casa del 68enne con una copia delle chiavi.

Il 30 maggio successivo, il 24enne è stato interrogato dai carabinieri ai quali ha detto: “Ho conosciuto Formisano alla pompa di benzina vicino al C.. È vero che da quella sera è nato un rapporto divenuto poi anche di natura sessuale, ma non esclusivamente. Ci sentivamo anche per messaggio, come fossimo amici. La prima volta che c’è stato un rapporto sessuale è stato verso la fine di dicembre 2024; l’ultima ad aprile 2025. I rapporti sessuali sono stati circa 5-6, ma ci vedevamo anche per altre occasioni, sempre a casa sua. L’accordo di incontrarsi era reciproco: talvolta lo cercavo io e talvolta lui… Non mi ha mai dato soldi per prestazioni sessuali. Mi è sempre sembrato economicamente normale, non viveva nello sfarzo ma comunque non stava male“.

La causa della lite tra Garbetta e Formisano

«Mi ha spinto, io mi sono avvicinato e ho ricevuto uno schiaffo. A quel punto gli ho dato uno schiaffo forte e l’ho spinto con violenza contro il mobile alla sua sinistra: ha sbattuto la schiena ed è caduto sul letto. Ho notato delle macchie sulla testa, ma non mi rispondeva più e me ne sono andato, lasciando la porta di casa e il cancelletto aperti. Una volta uscito sono andato a Soccavo a comprare le sigarette. Poi, al ritorno da Quarto, sono ripassato da casa sua e ho trovato la porta socchiusa: salendo ho visto la televisione accesa, mi sono affacciato e ho pensato che stesse bene», ha raccontato Garbetta descrivendo quello che sostiene sia stato l’ultimo incontro con Formisano.

La versione fornita dal giovane, tuttavia, non ha convinto gli inquirenti, che hanno riscontrato diverse contraddizioni anche alla luce del materiale emerso dalle intercettazioni. Infatti già il 12 maggio 2025, il 24enne avrebbe confessato ad una sua conoscente: «Ho ucciso un cristiano perché gli stavo portando una cosa, sono entrato in casa sua, quello si è sbattuto, non si è’… ha cominciato a fa “io non ti do i soldi, tu devi rimanere qua, voglio fare questo, voglio fare quell’altro” e
m’ha cominciato a stregner… Io l’ho sbattuto contro il mobile, c’agg rat’ nu par’ e cazzott’ mocc’ e gli ho messo le mani al collo e l’hanno trovato morto il giorno dopo a casa».

Le indagini sull’omicidio a Varcaturo

I carabinieri della Compagnia di Giugliano hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere — emessa dal GIP del Tribunale di Napoli Nord su richiesta della Procura — nei confronti di Garbetta, gravemente indiziato dei reati di omicidio volontario aggravato e furto aggravato. Il provvedimento rappresenta l’esito di una complessa attività investigativa, coordinata dalla Procura di Napoli Nord e condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Giugliano insieme alla Stazione Carabinieri di Varcaturo. Difeso dall’avvocato Angelo Rossi, venerdì il 24enne sarà sottoposto all’interrogatorio di garanzia.

 

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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