HomeCronacaOmicidio Zinco, i pentiti puntano il dito contro Pauciullo: ”A sparare fu...

Omicidio Zinco, i pentiti puntano il dito contro Pauciullo: ”A sparare fu il nipote del boss Borotalco”

PUBBLICITÀ

È un personaggio molto conosciuto nella mala del Rione Traiano Ciro Pauciullo, raggiunto questa mattina da ordinanza di custodia cautelare per l’omicidio di Rodolfo Zinco, delitto avvenuto nell’aprile del 2015. Pauciullo è il nipote del boss Salvatore Cutolo ‘Borotalco’, numero uno della zona detta della ‘44’ di via Marco Aurelio: successivamente ha fatto parte della batteria di fuoco di Genny Carrà, l’ex colonnello poi pentitosi. Proprio Carrà è stato il primo a rivelare ai magistrati particolari inerenti l’omicidio di ‘o gemello’ spiegando come il movente fosse da ricercare nelle mire di Alessandro Giannelli che puntava a conquistare l’intera Bagnoli.

La decisione di uccidere Zinco – raccontò Carrà ai magistrati – è partita da me per motivi di rancore risalenti all’epoca della Vecchia Alleanza Flegrea. Ci riunimmo per 2 settimane con Giannelli e con Antonio Calone, affiliato al clan Cutolo anche se conserva l’egemonia sulla zona di Posillipo, per preparare l’omicidio. Giannelli era favorevole perché doveva dividere con Zinco al 50% i proventi delle attività illecite della zona di Cavalleggeri, Bagnoli e Agnano e riteneva che Zinco non si comportasse bene. Gli esecutori sono stati Ciro Pauciullo e Patrizio Allard“.

PUBBLICITÀ

Per quel delitto sono stati già condannati all’ergastolo l’ex boss ormai pentito Alessandro Giannelli mentre Patrizio Allard ha rimediato una condanna a 30 anni e Maurizio Bitonto a 20 anni. Decisive le rivelazioni dei collaboratori di giustizia, con la dinamica dell’agguato spiegata punto per punto dallo stesso Carrà: “Ho visto Giannelli e Zinco dialogare fuori al bar e, all’arrivo dell’autovettura guidata da Allard, Giannelli staccarsi e andare in direzione opposta a quella di Zinco il quale, come previsto, appena vide Pauciullo scendere dalla macchina armato e col volto travisato scappò nel vicoletto in direzione della sua abitazione. Pauciullo inseguì Zinco sparandogli contro 4 colpi come ho potuto sentire. Per come mi riferì il Pauciullo lo Zinco fu colpito 2 volte alla schiena e una volta alla testa, mentre il quarto colpo andò a vuoto. La pistola che aveva sparato è stata poi distrutta, mentre l’altra, una 357, è stata conservata. A Giannelli riferimmo che avevano sparato entrambe le pistole perché volevamo dare una versione diversa dallo svolgimento dei fatti ove mai il Giannelli si fosse in futuro pentito”.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ