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sabato, Maggio 21, 2022
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Ornella uccisa a Napoli, il papà non ci sta: “Sono oramai un morto che cammina”


 “La Magistratura sta procedo in maniera molto spedita sul caso di mia figlia e sta lavorando bene ma bisogna cambiare le normative, non si può permettere che si cambi versione e ci si penta per ottenere uno sconto di pena dopo che si è confessati un delitto di questa portata. Credo che ci sia bisogno di nuove leggi per tutelare le donne, io dedicherò il resto della mia vita a combattere per questo. 

Dobbiamo risolvere anche delle beghe burocratiche incredibili in quanto Ornella continua a ricevere lo stipendio di dipendente pubblico (sul suo conto corrente che non può essere chiuso finchè non saranno completate le pratiche di morte e di affidamento del figlio) nonostante noi abbiamo presentato il suo certificato di morte poco dopo la tragedia. A livello emotivo tutta questa storia mi ha abbattuto, sono oramai un morto che cammina”. Cosi si è espresso Peppe Pinto, padre di Ornella., sul cambio di versione della difesa di Pinotto Iacomino,  ex compagno della Pinto, accusato dell’omicidio premeditato della donna,  dichiarando che si sarebbe trattato di un raptus incontrando il consigliere regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli e il conduttore radiofonico Gianni Simioli.

Ornella ammazzata a Napoli, l’ex compagno cambia versione: “Non l’ho uccisa nel sonno”

Dopo tre interrogatori durante i quali ha confermato la dinamica dell’omicidio formulata dai pm, ha cambiato versione, durante l’udienza di ieri, Pinotto Iacomino, il 43enne accusato dell’omicidio premeditato e aggravato della sua ex, Ornella Pinto, l’insegnante di sostegno di 40 anni e madre di un bambino di 4, uccisa all’alba del 13 marzo scorso a Napoli. Secondo il suo racconto reso nell’aula 115 del Nuovo Palazzo di Giustizia, l’omicidio di Ornella sarebbe stato frutto di un raptus scattato durante una discussione.

Iacomino ha riferito di essersi recato all’alba a casa di Ornella e di averla svegliata mentre dormiva nella stanzetta del figlio. Lì le avrebbe avrebbe chiesto di spostarsi nella stanza da letto matrimoniale per un chiarimento e che la discussione a un certo punto sarebbe degenerata fino a spingerlo ad andare in cucina per prendere il coltello con il quale ha poi sferrato i fendenti mortali. Una nuova versione ritenuta dagli inquirenti e dal legale della famiglia Pinto, l’avvocato Mino Capasso, una mossa per far cadere le aggravanti della premeditazione e della crudeltà che potrebbero determinare, se riconosciute dal giudice una condanna all’ergastolo.

Secondo la Procura di Napoli, Iacomino che aveva le chiavi dell’appartamento dove viveva Ornella, l’avrebbe invece uccisa, all’alba di quel tragico 13 marzo con un coltello, prelevato dalla cucina di un hotel, nascosto in uno zaino. Con quell’arma avrebbe, secondo il pm, sferrato ben 13 fendenti ad Ornella che stava dormendo, tutto mentre il figlio piccolo della coppia dormiva nella cameretta adiacente a quella dell’aggressione.

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