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Il pentito svela la storia dei Panzaruttari di Afragola: “Sono pericolosi e violenti”

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I raid armati, le alleanza criminali e le parole di un collaboratore di giustizia hanno fatto partire le indagini dei carabinieri di Castello di Cisterna, coordinati dalla DDA di Napoli. Tra il giugno 2023 e il marzo 2024, i Panzaruttari volevano conquistare Afragola attraverso la violenza e sfruttando il legame al clan Moccia. Al vertice dell’organizzazione ci sarebbe Raffaele Nobile che, dal carcere di Siracusa, avrebbe continuato a far arrivare i suoi ordini al fratello Giuseppe e al nipote Antonio ‘Topolone’ e al figlio Antonio ‘Spiedino’ tramite i telefonini.

La storia del gruppo criminale è stata raccontata agli inquirenti dal collaboratore di giustizia Giovanni Barra nel luglio del 2025: “Nel 2022 questi prendevano ordini da Emanuele Maugeri dal carcere. In seguito i panzaruttari si sono legati a Giovanni Baratto, il quale voleva che i panzaruttari prendessero il controllo di Afragola e che cacciassero ‘o checc, uomo di fiducia di ‘o nennill, ossia Giuseppe Sasso. Quindi Giovanni Baratto chiese ai panzaruttari di uccidere ‘o checco, cosa che i panzaruttari non fecero. I panzaruttari quindi si misero a gestire da soli le piazze di spaccio sotto il controllo di Giovanni Baratto. Preciso che ‘o checco era alleato di Giovanni Baratto e di Maugeri e che Baratto, con l’appoggio di Maugeri, aveva deciso di eliminarlo. In quel periodo era Baratto a comandare Casoria. ‘O checco fu estromesso piano piano dalle attività criminali e si rese conto che gli volevano fare le scarpe… voglio ribadire che i panzaruttari sono molto pericolosi e sono capaci di compiere omicidi anche per motivi banali, in quanto sono violenti e pronti all’uso delle armi“.

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Blitz contro i Panzaruttari di Afragola

Stamattina i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna hanno eseguito un’ordinanza cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 26 persone delle quali 23 sottoposte alla custodia in carcere, 3 alla misura del divieto di dimora. Sono gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso, nonché di associazione finalizzata al traffico di droga, detenzione e porto di armi, ricettazione, favoreggiamento, estorsione, accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti, detenzione a fine di spaccio.

Il video del blitz

Il gruppo Nobile avrebbe realizzato estorsioni contro imprenditori e commercianti, ricorrendo anche ad atti intimidatori con l’uso di armi. Le casse del clan si sarebbero arricchite con lo spaccio di cocaina, hashish e marijuana. Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e, quindi, presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

Blitz contro i ‘Panzaruttari’ del clan Moccia, i nomi dei 23 arrestati

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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