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“Per Anguissa tempi più lunghi, senza Neres manca creatività”, Conte fa il punto sugli infortunati

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Non è un momento facile quello attuale per il Napoli di Antonio Conte. La sconfitta per 3-0 contro la Juventus ha messo in evidenza ancora di più la situazione, molto precaria, in cui versa attualmente la squadra partenopea: infermeria piena quasi al midollo, e quelli rimasti a disposizione che, alla lunga, accusano irrimediabilmente stanchezza e calo di lucidità.

E quello degli infortunati è stato uno dei temi toccati dall’allenatore nella conferenza stampa odierna, alla vigilia dell’ultimo match della League Phase di Champions League contro il Chelsea.

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“Per Anguissa tempi più lunghi, senza Neres manca creatività”, Conte fa il punto sugli infortunati

Alla domanda se sia questo il periodo più difficile da quando allena, Conte risponde così: “Credo di avere esperienza, quanto accaduto quest’anno ha dell’inspiegabile. Ogni anno tutte le squadre hanno gli infortuni, di solito sono muscolari, due settimane, tre settimane, poi rientrano, avere infortuni da operazione, articolari, lì è difficile da spiegare. Il fatto che Lukaku sia stato fuori 6 mesi, De Bruyne da 5, Gilmour pubalgia, Neres speravamo proprio non accadesse niente, operato alla caviglia, Anguissa si strappa in nazionale 4 mesi, è difficile da gestire. Non posso piangere e perdere energie, devo concentrarmi su quelli che ho e cercare soluzioni, ma sfido chiunque a portarmi una squadra con queste problematiche e siamo a metà anno, incrociamo le dita… l’emergenza non è finita ma è peggiorata, abbiamo vinto una Supercoppa intanto e non dimentichiamolo, i ragazzi stanno facendo qualcosa di straordinario ma passa inosservato. Se partissimo oggi, o un mese fa, con questa rosa, molti si chiederebbero “ma dove vanno?” invece lottiamo, testa alta, diamo tutto, compreso a Torino con il risultato molto bugiardo ma abbiamo preso la legnata, non siamo stati dominati per niente, non ci ha dominato nessuno quest’anno e andremo a testa alta senza paura di niente e di nessuno quando si dà il massimo”.

Su Giovane, Lukaku e le soluzioni da poter adottare in emergenza: “Posso valutare tante soluzioni, ce ne sono anche tante altre, senza Neres non abbiamo creatività, ma vediamo sul mercato se troviamo qualcosa di creativo perché i due 10 servono di creatività, bravi a saltare l’uomo. Se non dovesse accadere il recupero di Lukaku speriamo sia al 100% perché il ragazzo non è al 100%, gli ho dato 10 minuti ma non esprime la sua forza al massimo. Non è tornato al 100%, avendo avuto un distacco del tendine non è una cosa proprio semplice. E’ arrivato Giovane… il compromesso è di chiamarlo Giò, ci può dare una mano sia da 10 anche se al Verona giocava più da seconda punta. Quando ci sarà il recupero di Anguissa, che sembrava imminente ma ha allungato i tempi per una problematica alla schiena, io le idee le ho ma bisogna avere i calciatori effettivi. Oggi noi siamo gli stessi della Juventus, delle gare precedenti, ci auguriamo che qualcuno esca dall’infermeria, Gilmour, lo stesso Frank, poi non ne abbiamo altre particolari, Rrahmani è di poco conto, Politano…”.

“Il Chelsea è campione del mondo e sappiamo tutti che investimenti fa..”

Sulle “onde altissime da superare” e il Chelsea: “Al peggio non c’è mai fine, ma bisogna essere ottimisti. Pensavamo di aver visto tutto a dicembre, c’era un giocatore che usciva e diventava determinante per noi come Neres che invece s’è operato. Bisogna essere ottimisti, ma anche preparati al peggio, il nostro compito è questo anche quando le cose non vanno per il verso giusto. Quando il vento te lo trovi contrario ci sono onde alte, altrimenti sono bravi tutti. Io ho un gruppo di calciatori che è pronto ad andare avanti. Non possiamo rimproverarci niente, stiamo dando tutto, quello che è mancato forse… ma inutile guardare al passato, col Copenaghen potevamo sistemare la situazione e non siamo stati bravi. Ora c’è il Chelsea, campione del mondo per club, lo conosco benissimo, che visione ha, che investimenti fa, che ambizione ha, dovremo cercare di giocarci tutto il possibile sapendo che possiamo contare su un alleato forte che è il Maradona e non dobbiamo sottovalutarlo. Il tifoso sa che al di là del risultato dovrà essere decisivo, sappiamo cosa significa giocare da noi col sostegno dei tifosi, sarebbe bello vedere un’onda azzurra che ci spinge”.

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Nicola Avolio
Nicola Avolio
Giornalista pubblicista, mi sono avvicinato per la prima volta alla professione iniziando a collaborare con la testata "La Bussola TV", dal 2019 al 2021. Iscritto all'albo dei pubblicisti da giugno 2022, ho in seguito iniziato la mia collaborazione presso la testata "InterNapoli.it", e per la quale scrivo tuttora. Scrivo anche per il quotidiano locale "AbbiAbbè" e mi occupo prevalentemente di cronaca, cronaca locale e sport.
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