Camorra. “Un regalo per i carcerati”, 7 uomini del clan in manette per il pizzo di Natale

Richieste e minacce per il pizzo di Natale hanno fatto scattare l’inchiesta che ha portato all’arresto, questa mattina, di sette esponenti del clan Bidognetti con l’accusa di estorsione ai danni di diversi commercianti tra Aversa, Parete e Lusciano. L’inchiesta è partita nel dicembre del 2018 in seguito a numerose denunce. A condurre le indagini è stata la Dda di Napoli che – come riportato da Il Mattino – ha ricostruito i movimenti e gli obiettivi del clan: il pizzo era imposto sopratutto a ristoranti e aziende di logistica con sede nell’Agro Aversano su cui pendevano richieste dai 250 ai 15 mila euro.

La misura cautelare ha colpito Giacomo D’Aniello, Giuseppe Tessitore, Gaetano Buonpane, Raffaele Cantone, Francesco Parola e Bruno Improta.

L’approccio era quello tradizionale. Ai negozianti veniva chiesto di elargire un regalo di Natale per i carcerati che tradotto in parole povere non è altro che un’estorsione ai danni dei commercianti.