Hanno evitato pene molto severe. Sono i boss degli Scissionisti imputati nel processo, svoltosi con rito abbreviato, per gli omicidi di Vincenzo Avolio, avvenuto nel 2000 a Melito, e l’agguato mortale ai danni di Giuseppe Tancredi, consumato nel 2001. Alla sbarra c’era il gotha degli Scissionisti ossia i boss Enzo Notturno, Gennaro Marino e Rosario Pariante.
A tutti era contestata l’aggravante della premeditazione. Marino detto ‘McKay’ numero uno del gruppo delle Case celesti, ha rimediato 22 anni di reclusione con il riconoscimento della continuazione tra i due omicidi (continuazione che il pubblico ministero, nella sua requisitoria, aveva ritenuto non sussistente).
Il boss è riuscito ad evitare l’ergastolo grazie all’abile strategia difensiva degli avvocati Luigi Senese e Lucia Boscaino, che hanno saputo valorizzare ogni profilo giuridico favorevole al proprio assistito, incidendo in maniera determinante sulla pena finale. Ha evitato una condanna ben più grave anche Rosario Pariante, ex boss di Bacoli, condannato an otto anni, pena al ribasso anche in virtù della sua scelta di collaborare con la giustizia. Inflitto invece 18 anni e 8 mesi di reclusione per Enzo Notturno, ritenuto responsabile del solo omicidio Avolio: Notturno era difeso dall’avvocato Luigi Ferro.

