HomeCronacaProcesso al clan Moccia, chiesti quattro secoli di carcere

Processo al clan Moccia, chiesti quattro secoli di carcere

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Processo al clan Moccia, arriva la requisitoria dei pubblici ministeri Ida Teresi e a Ivana Fulco. Chiesti in totale oltre 400 anni di carcere. Il processo è quello finito al centro di una bufera ai primi di agosto dello scorso anno quando su ordine del Tribunale furono scarcerati i fratelli Antonio, Angelo e Luigi Moccia (e poi un’altra dozzina di imputati) per decorrenza dei termini. Rinvio a giudizio del 2022, tre anni di udienze non bastarono per una sentenza, sufficiente solo per concludere l’esame dei testi dell’accusa.
Queste le richieste
ABBONDANDOLO Claudio, 12 anni

AUBRY Rosa, 3 anni e sei mesi

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CARLINO Raffaele, 10 anni

CHIERCHIA Luca, 4 anni e sei mesi

CHIRICO Pietro, 12 anni

CIOTOLA Fiora, 3 anni

COPPETA Gabriele, 12 anni

CREDENDINO Pasquale, 18 anni

DAMIANO Francesco, 14 anni

DEODATO Stefano, 6 anni e sei mesi

DI SARNO Francesco, 25 anni

ESPOSITO Angelo, 12 anni

ESPOSITO Giovanni, 20 anni

ESPOSITO Manlio, 10 anni

FALLICO Salvatore, 3 anni e tre mesi

FAVELLA Francesco, 21 anni

IAZZETTA Filippo, 26 anni

MALINCONICO Massimo, 16 anni

MANGIA Eleonora, assolta

MOCCIA Angelo, 30 anni

MOCCIA Antonio, 30 anni

MOCCIA Gennaro (di Angelo), 18 anni

MOCCIA Luigi 28 anni

MOSELLA Maria, 3 anni

NOBILE Antonio, 15 anni

PIROZZI Francesco, 3 anni e sei mesi

PISCITELLI Claudio, assolto

PISCOPO Angelo, 14 anni

RUBICONTI Gennaro, 18 anni

TUCCI Vincenzo, 10 anni

Ad inizio agosto erano stati i giudici della sesta penale ad accogliere le istanze dei difensori degli esponenti della famiglia Moccia e a rilevare l’avvenuta decorrenza dei termini, a distanza di più di tre anni di celebrazione di un processo in primo grado.
Erano stati cosi scarcerati Antonio Moccia, Luigi Moccia, Angelo Moccia, Gennaro Moccia (figlio di Angelo) e Pasquale Credentino, Francesco Favella, Antonio Nobile, Gennaro Rubiconti.

Clan Moccia, effetto tsunami con raffica di scarcerazioni

I giudici infatti avevano accolto le istanze degli avvocati, in particolare dei penalisti Saverio Senese e Gennaro Lepre(per Antonio Moccia), Gennaro Moccia (di Angelo) difeso dai penalisti Annalisa Senese e Ernesta Siracusa, Luigi Moccia (difeso dai penalisti Saverio Senese e Gennaro Lepre), Angelo Moccia (difeso da Annalisa Senese e Claudio Botti), Pasquale Credentino (difeso dagli avvocati Nicola Quatrano e Salvatore Pettirossi);Francesco Favella, Antonio Nobile, Gennaro Rubiconti difesi dall’avvocato Dario Carmine Procentese (per Favella insieme all’avvocato Claudio Davino e per Rubiconti insieme all’avvocato Claudia Salzano).

Dopo qualche giorno altri sei ras avevano visto confermare lo stesso iter. Si tratta di Filippo Iazzetta, cognato dei Moccia, difeso dagli avvocati Antonietta Genovino e Claudio Davino, Massimo Malinconico(difeso sempre dagli avvocati Antonietta Genovino e Claudio Davino), Benito Zanfardino (difeso da Claudio Davino eGateano Aufiero), Giovanni Piscopo(difeso da Giuseppe Scafuro e dall’avvocatoSpatafora), Francesco Di Sarno (difeso da Saverio Campana). Anch’essi scarcerati per decorrenza dei termini così come gli altri imputati.

Cosa è successo

La Procura sosteneva, in virtù di un recente pronunciamento della Cassazione, che i termini decorressero dalla sentenza del dicembre 2022 con cui il tribunale di Napoli Nord aveva dichiarato la propria incompetenza territoriale per la vicenda. I difensori dei Moccia hanno così evidenziato che il calcolo andava fatto a partire dalla data di emissione del decreto di giudizio immediato, che risaliva invece al 22 luglio 2022. Preso atto che fosse ormai decorso il tetto dei tre anni per la custodia cautelare, i giudici della sezione feriale non poterono far altro che disporre l’immediata scarcerazione di tutti gli imputati.

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