Avrebbero minacciato i commercianti di Quarto e Pozzuoli per poter incassare i soldi del pizzo. Così il ras Alessandro Iannone e i suoi sodali Giosuè Caianiello, Enrico Cavallo, Rosario Ferro, Francesco Di Gennaro e Marco Vaccaro furono arrestati nel maggio scorso per aver condotto estorsioni e traffico di droga per la fazione del clan del Bivio di Quarto legata ai Longobardi-Beneduce. L’ordinanza di custodia cautelare fu così eseguita dai carabinieri della Compagnia di Pozzuoli su richiesta della Dda di Napoli. Iannone ha rimediato 16 anni e dieci mesi, meglio è andata a Caianiello che da un’iniziale richiesta di 12 anni ha invece rimediato 8 anni e quattro mesi: Caianello era difeso dall’avvocato Rocco Maria Spina.
“Mettiti apposto con gli amici di Pozzuoli”
Di Gennaro da un’iniziale richiesta di 12 anni ha rimediato 8 anni e quattro mesi (difeso dall’avvocato Angelo Carandente) mentre Vaccaro e Ferro hanno rimediato rispettivamente 14 e 8 anni. Ferro è stato però assolto per tre capi di imputazione mentre Vaccaro è stato assolto per cinque capi e condannato per altri cinque: i due erano difesi dall’avvocato Luca Gili. Nel collegio difensivo anche l’avvocato Luca Gagliano. Tutti, tranne Antonio Brescia (per lui 3 anni e cinque mesi) sono stati assolti dall’accusa di armi. Nel marzo del 2025, Iannone, Caianiello e Di Gennaro avrebbero minacciato il titolare di una ditta di surgelati. Gli emissari del gruppo criminale avrebbero posizionato una tanica di benzina e una lettera minatoria vicino la saracinesca del negozio. “Mettiti apposto con gli amici di Pozzuoli sai già a chi se no boom“, questa è stata la scritta lasciata sul foglio bianco.


