HomeCronacaRapinarolex in trasferta, assolto il figlio del boss dei Quartieri Spagnoli

Rapinarolex in trasferta, assolto il figlio del boss dei Quartieri Spagnoli

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Assolto per non aver commesso il fatto. Questa la decisione per Dylan Di Biasi, figlio dell’ex boss dei ‘Faiano’ Renato. Il giovane rampollo rispondeva di una rapina di un Patek Philippe Aquanaut del valore compreso tra i 35mila e i 45mila euro, raid compiuto a Milano Marittima a giugno del 2022. Grazie alle argomentazioni del suo legale, l’avvocato Antonio Rizzo, Di Biasi ha ottenuto una clamorosa assoluzione nonostante sul casco utilizzato da malviventi fossero state rinvenute dai Ris di Parma le sue impronte digitali.

La difesa ha evidenziato l’uso promiscuo di quel casco e l’assenza di ulteriori elementi che lo collocassero sul posto il giorno del furto (tabulati di utenze utilizzate da altri, presenza presso hotel della zona di altri soggetti napoletani). L’altro giovane che rispondeva con Di Biasi della rapina, Luigi D’Affeo, residente a Melito, ha invece optato per il rito ordinario.

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Il giovane Di Biasi balzò agli onori delle cronache ad inizio anno quando un’inchiesta svelò il suo tentativo di ricostituire il gruppo dei Di Biasi, storica famiglia di camorra falcidiata dagli arresti nei primi anni duemila, avvalendosi proprio della ‘forza’ del nome, un nome che ancora conta nei vicoli a ridosso di via Toledo. Una strategia precisa da portare avanti non solo con le intimidazioni ma anche a suon di rapine.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura antimafia, ricostruì i movimenti del gruppetto di giovani leoni dei Quartieri Spagnoli, tra cui Dylan, figlio del ras detenuto Renato Di Biasi “o Faiano”, partendo dal ferimento di Vincenzo Masiello “’o cucù”, reggente della famiglia di Largo Baracche.

Dunque un colloquio intercettato dalla squadra mobile: il 18enne Dylan Di Biasi e l’amico D.M. parlavano della possibilità di essere uccisi dai clan rivali. Allora il più giovane chiedeva al compagno: «…Vuoi morire pure di vecchiaia? noi amma murì con una botta in testa…» e allora Dylan subito ribatteva: «…Poi si vede come moriamo o cicc’, io la morte mia non l’ha accetto…».

Il figlio di Renato Di Biasi tentò di spiegare che oggi la situazione criminale è cambiata, sebbene gli altri gruppi criminali abbiano rispetto di loro alla luce del loro cognome. Anche la famiglia Faiano ha subito in passato tanti agguati: «…Quando stavano tutti fuori figuriamoci adesso…», però poi sottolinea che solo un gesto estremo potrà fermarli: «…Solo in testa ce la devono chiavare…».

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