Cinque scarcerazioni per la banda di Rapinarolex finita nelle reti della giustizia qualche giorno fa. L’operazione è quella effettuata dalla squadra mobile partenopea e la Policia Nacional, sotto la regia di Europol. Al termine dell’udienza di convalida hanno ottenuto i domiciliari Sergio Alessandro Annunziata (difeso dall’avvocato Antonella Senatore), Emanuele Silvestri (difeso dall’avvocato Tiziana De Masi), Paolo Cappucio (difeso dall’avvocato Carmine Pascarosa), Giuseppe Macor (difeso dall’avvocato Carlo Ercolino) e Raffaele Bavero. Per gli altri indagati la Corte d’appello di Napoli ha confermato il carcere.
Le indagini hanno fatto luce su come i rapinatori agivano: i gruppi di rapinatori, le cosiddette paranze, erano costituiti mediamente da 3 a 5 persone con compiti e ruoli ben definiti: un soggetto individuava la vittima che indossa al polso un orologio di particolare pregio, mentre gli altri si mantenevano a debita distanza per non dare nell’occhio.
Le vittime venivano individuate nei ristoranti di lusso e beach club o alberghi prestigiosi, successivamente, in attesa del momento propizio per la rapina, cominciava il pedinamento.
Poi, al momento opportuno, uno o due componenti del gruppo aggredivano con violenza la vttima, strappandogli l’orologio dal polso. Il rapinatore, poi, si guadagnava la fuga a bordo di uno scooter condotto da un complice.
L’attività ha portato alla luce una rete fitta che ha unito Napoli e la Spagna e che ha assunto oramai una dimensione internazionale con introiti di particolare rilievo.
Nel corso delle indagini un costante contatto è stato assicurato anche grazie all’Unità dello SCO distaccata a Madrid e all’Ufficiale di collegamento spagnolo in italia.
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