Nelle domande per l’ottenimento del reddito di cittadinanza non è riportata la voce inerente la detenzione o sottoposizione a misura cautelare di un componente del nucleo come attestato dall’Isee. E’ questo uno degli escamotage più utilizzato dalle moglie e compagne dei ras del clan Contini scoperte dagli uomini della guardia di finanza. Cinquanta in tutto gli indagati a molti dei quali è stata sequestrata la carta postamat per il prelievo del reddito. Soldi che, ferma restando la presunzione di innocenza fino a prova contraria, saranno costretti a restituire. Il danno stimato dalla guardia di finanza è stimato in oltre 270mila euro. Tra i personaggi più conosciuti spiccano Filomena Lo Russo, moglie di Ettore Bosti, a cui vengono contestati circa 13mila euro. Vi è poi Lucia Botta, figlia di Salvatore Botta e Rosa Di Munno con oltre 17mile euro e Flora Bosti, figlia di Rita Aieta e Patrizio Bosti con 1.712 euro. La frode sarebbe maturata tra il 2019 e il 2020.

Nell’ambito dell’operazione, condotta dal Gico della Guardia di Finanza, sono scattate perquisizioni per conto terzi anche in alcuni Caf del centro della città. L’inchiesta è condotta dalla pm Ida Teresi con il procuratore Giovanni Melillo. La richiesta di percepire il reddito di cittadinanza era stata dunque avanzata da incensurati, apparentemente in regola riguardo ai requisiti, che avevano però omesso di dichiarare all’ Inps la presenza di familiari condannati o sottoposti misure cautelari per reati associativi di tipo mafioso.

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