Un decesso di un detenuto si è registrato nelle scorse ore nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Renato Russo, napoletano di 54 anni, è morto nell’infermeria del carcere casertano. L’uomo, a quanto risulta, soffriva di cardiopatia ed era affetto da altre patologie. Nonostante questa condizione, secondo il garante dei detenuti campano Samuele Ciambriello, «per due volte il magistrato competente» avrebbe «rifiutato gli arresti domiciliari». Sul corpo di Renato Russo verrà svolto all’ospedale di Caserta l’esame autoptico per individuare i motivi del decesso.

«Chiedo giustizia e verità» afferma lo stesso Ciambriello che già in precedenza e ora con l’emergenza Covid sta chiedendo alle autorità competenti, a partire dal Ministero della Giustizia, l’attivazione di misure alternative alla detenzione per quelle persone che devono scontare meno di 2 anni di pena residua. L’obiettivo è quello di far deflettere la curva del contagio nelle varie carceri campane dove la diffusione del Coronavirus, soprattutto nella seconda ondata, ha per alcune settimane fatto registrare numeri considerevoli oltre a 4 decessi tra i detenuti oltre a quello del direttore del personale sanitario del carcere di Secondigliano.

Attualmente nelle carceri campane sono 17 i detenuti contagiati covid, mentre sono 70 i contagiati nel personale.

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