Foto di bambini su Telegram e WhatsApp, maxi retata contro i pedofili in Campania. Oltre allo scambio di video e immagini di violenze su bambini, in alcuni casi i presunti pedofili individuati nel maxi blitz anti-pedopornografia, che ha fatto emergere una rete criminale in tutto il mondo, avrebbero offerto anche la possibilità di arrivare ad avere “contatti diretti” con minori vittime di abusi.
Emerge dalle indagini della Polizia postale, coordinate dagli aggiunti Letizia Mannella e Eugenio Fusco e dai pm Barilli e Tarzia.

Individuati 432 utenti

Durante il lockdown e la pandemia, ha spiegato Mannella, i bambini “sono molto più indifesi e più facilmente vittime di adescamenti” e c’è stato un “aumento dei reati di pedopornografia”.

Sono coinvolti affermati professionisti, operai, studenti, consulenti universitari, pensionati, impiegati privati e pubblici, tra cui un vigile urbano. Secondo gli investigatori si tratta “della più grande operazione degli degli ultimi anni”.
Sono entrati in azione anche agenti sotto copertura infiltrati per due anni nelle chat dei pedofili per individuare 432 utenti attivi su gruppi e canali Telegram e WhatsApp “finalizzati alla condivisione di foto e video pedopornografici ritraenti vere e proprie violenze sessuali su minori”. (ANSA).

Retata contro i pedofili in Campania

La maggior parte degli arresti, si apprende da Milano Today, sono stati effettuati in Campania. Tra questi un ottico napoletano di 71 anni con collaborazioni universitarie. Secondo quanto ricostruito aveva il compito di promuovere e gestire i gruppi reclutando anche nuovi partecipanti.

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