Da Salvatore a ‘King Of’, l’esordio trap e la vita difficile: il ragazzo del Parco Verde ce l’ha fatta

Si aspettava qualsiasi cosa Salvatore nella sua vita, tranne quella di diventare re. A dargli lo scettro è stata la musica, quella che l’ha salvato da un’infanzia difficile, piena di ostacoli e insidie. Difficoltà che Salvatore ha superato, coltivando la sua passione, quella che lo sta portando lontano.

Il suo primo brano, ‘Stasera’ – genere afrotrap prodotto in collaborazione con El Pakyto – è uscito lo scorso 10 maggio e conta già quasi 10mila visualizzazioni. Un esordio per niente banale quello di Salvatore Uzzi, in arte ‘King Of’, nel mondo del trap. Ha 20 anni, vive al Parco Verde di Caivano ed ha origini napoletane.  Salvatore, sin da piccolo, ascoltava e si ispirava ai Co Sangstorico gruppo della storia del rap napoletano, poi scioltosi. «Ho sempre amato la musica, da quando il genere trap è spopolato in Italia ho deciso di intraprendere la mia avventura in questo nuovo mondo», ha spiegato ai microfoni di InterNapoli.itE pare ci stia riuscendo.

Stasera‘, il primo brano di ‘King Of’ che spopola su Youtube

L’ambiente scelto per le riprese, insieme al suo produttore Rhy Money, è il luogo in cui vive, ovvero il Parco Verde di Caivano. Salvatore ha spiegato il messaggio del singolo ‘Stasera’. «Si tratta di un brano che mette in risalto valori ormai quasi scomparsi ma comunque profondi, quelli dell’amicizia vera e della fedeltà». Apprezzato da non poche persone, il videoclip su Youtube ha quasi raggiunto le 10mila visualizzazioni e raggiunto centinaia di mi piace. Numeri quasi esaltanti, soprattutto per un giovane ragazzo esordiente, e che portano King Of a parlare di progetti futuri.

«Ho intenzione di continuare in questa mia avvenuta – afferma  Salvatore – spero in risultati sempre migliori. Non mi ispiro a qualcuno, per me in realtà non c’è un’artista migliore di un altro. Adesso sono in lavorazione su un altro brano, si chiama ‘Trap Love‘.  Ci sono diversi stili: io, ad esempio, ascolto trap americana e cerco di prendere sempre qualche spunto per creare qualcosa di innovativo». Sui motivi che lo hanno spinto ad avvicinarsi a questo genere, Salvatore dichiara: «Credo che il rap nasca proprio nei quartieri più difficili. Nel ‘ghetto’, per intenderci». «In molti cantano perché è una valvola di sfogo. Altri, invece, cadono in situazione o ambienti negativi perché magari non hanno alternative». Salvatore sa di essere agli esordi e che deve lavorare duro per ‘sfondare’, ma lui non si dà per vinto: «Non bisogna avere fretta, basta aspettare e migliorare». Magari un giorno King of potrebbe partecipare ad un reality, dove ancora non è apparso. “Mai dire mai, mi affascinano i reality. Forse un giorno…”

La storia di ‘King Of’, la vita difficile

Una novità sulla scena del trap locale, ma una storia abbastanza delicata alle spalle. Salvatore, infatti, è stato sottratto all’affidamento dei genitori all’età di 10 anni e assegnato ad una comunità. Lì ha vissuto per 10 anni, fin quando ha raggiunto la maggiore età e si è trasferito al Parco Verde di Caivano insieme alla fidanzata. La comunità è diventata la sua famiglia, ha conosciuto tante persone. Con alcune è rimasto in contatto, con altri invece no. Ora Salvatore vive rapporti pacifici con la madre, che ora vede il figlio emergere sul palcoscenico della musica. “Ringrazio chi mi ha accudito, tra cui mia zia di secondo grado che ha fatto tanto per me”. Sicuramente quella di Salvatore non è stata un’infanzia facile, ma ora tutto è alle spalle: «In comunità sono cresciuto bene, ma la nostalgia mi assaliva quando vedevo i genitori che venivano a prendere a scuola i miei amici di classe”. 

La storia del giovane Salvatore può essere quella di un ragazzo come tanti, quelli che nonostante tutto potranno dire un giorno “ce l’ho fatta!”.