HomeCronacaSelfie del pentito del clan Senese con Meloni, non è nell'inchiesta Hydra

Selfie del pentito del clan Senese con Meloni, non è nell’inchiesta Hydra

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Non risulta essere agli atti dell’inchiesta milanese Hydra il selfie di Giorgia Meloni con Gioacchino Amico, il presunto referente del clan Senese in Lombardia, ora pentito, tra gli imputati al processo nel quale si ipotizza un’alleanza strutturale tra Camorra, Cosa Nostra e ‘Ndrangheta per fare affari sul territorio lombardo.
Le nuove verifiche effettuate oggi, dopo la pubblicazione dell’immagine, hanno confermato che quella foto scattata a una convention di FdI nel 2019, a Milano, non è presente nel fascicolo.

Sulla foto non è escluso che i pm che indagano sui presunti rapporti tra mafia e politica dispongano altri accertamenti per verificare che, eventualmente, non sia un fotomontaggio. Al momento inoltre, anche in base ai primi interrogatori dei pentiti che hanno deciso di collaborare con i pm della Dda, non ci sono elementi che possano portare all’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, dimessosi per una indagine da cui è emersa una sua partecipazione in una società che controllava un ristorante, La bisteccheria d’Italia, collegata a Mauro Caroccia, condannato definitivamente per legami con il clan mafioso Senese di Roma. 

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La reazione di Giorgia Meloni dopo la pubblicazione del selfie

“La “redazione unica”, composta da Il Fatto Quotidiano, La Repubblica, Fanpage e Report, mostra una mia foto con un esponente della criminalità organizzata per sostenere la bizzarra tesi di una mia vicinanza ad ambienti malavitosi”, così scrive la premier, e prosegue. “Inoltre, questi signori fanno un pirotecnico collegamento con le vicende di mio padre, per dimostrare non so quale commistione con la criminalità organizzata. Ma questi imparziali e onesti giornalisti sanno benissimo che con mio padre ho interrotto ogni rapporto all’età di 11 anni. Così come sanno benissimo che, in decenni di impegno politico, esistono decine di migliaia di foto mie con persone che chiedono semplicemente un selfie. E ciò vale per chiunque faccia politica e stia in mezzo alla gente. E sfido chiunque a trovare mie dichiarazioni o attacchi contro altri esponenti politici colti nelle stesse circostanze”.

Poi ha aggiunto Meloni: “Il mio impegno contro ogni mafia è cristallino, coerente, duraturo. E ciò che abbiamo fatto al governo ne è la prova. Mentre altri liberavano dalle galere i boss mafiosi con la scusa del Covid, noi li arrestiamo e li teniamo dentro con il carcere duro, istituto che abbiamo salvato dallo smantellamento. Differenze. Ma a questi “professionisti dell’informazione” non importa niente. Tutto serve a gettare fango nel ventilatore e a fare da grancassa mediatica agli interessi di partito. Nessun giornalismo, solo politica. Poco importa. Non sono una persona che si fa intimidire dagli squallidi attacchi di gente in malafede”.

 

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