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domenica, Maggio 19, 2024
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«Stava bene con una donna del sistema», il pentito parla dei rapporti tra Esposito e il clan Lepre

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Era diventato un pezzo da novanta ed aveva puntato tutto sulla consolidazione di forti rapporti con le cosche partenopee per poter mettere in campo il suo ambiziosissimo disegno criminale.

Salvatore Esposito, superboss del Cavone, pensava di essere imbattibile o perlomeno non immaginava minimamente di poter essere ‘buttato a terra’.

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Quando il 4 agosto del 2016 Esposito cadde sotto i colpi dei killer (nell’occasione fu ammazzato anche Ciro Marfè), la camorra napoletana dovette colmare un grosso vuoto, perché Esposito, dopo l’arresto dei fratelli Lepre, aveva ‘preso i punti’ ed aveva costruito pian piano un impero del narcotraffico.

Il profilo criminale di Esposito è stato rimpinguato dalle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, tra cui Maurizio Overa, ex braccio destro del boss dei Quartieri Spagnoli Marco Mariano, da tempo passato dalla parte della Legge.

“…Ho conosciuto Salvatore Esposito nel 2014. In realtà fu Marco Mariano a parlarmi di questo ragazzo dicendomi che stava imponendosi, da un punto di vista malavitoso, nella zona del Cavone a ridosso di piazza Dante. In effetti, questo Esposito nasce all’interno del clan Lepre nel periodo in cui tutti i capi erano detenuti, a partire da Ciro Lepre detto “’o sceriffo” e i fratelli – ha evidenziato Overa – Esposito aveva buoni rapporti d’affari con una donna imparentata con persone del clan Lepre, che si occupava della gestione degli affari illeciti raccogliendo i proventi delle estorsioni e delle altre attività illecite…”

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