HomeCronacaStudente rapinato a Napoli ma è irreperibile, assolto Paolo Cappuccio

Studente rapinato a Napoli ma è irreperibile, assolto Paolo Cappuccio

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Assolto per non aver commesso il fatto. Questa la decisione del tribunale di Napoli per Paolo Cappuccio, 44enne già coinvolto in inchieste su rapine di Rolex. Cappuccio rispondeva di rapina ai danni di uno studente rumeno avvenuta a Napoli nell’aprile del 2023. Secondo la ricostruzione il giovane fu minacciato con un coltello e costretto a cedere il suo smartphone. In sede di identificazione a Palermo (città dove aveva stabilito provvisoriamente il suo domicilio) il giovane riconobbe attraverso album fotografico Cappuccio: in quell’occasione fornì un’utenza telefonica con scheda rumena e il domicilio di un’amica. Con queste accuse Cappuccio fu dunque arrestato.

Nel corso del processo a suo carico però la vittima del raid non si è mai presentata a testimoniare né a ribadire di aver riconosciuto il 44enne come autore della rapina. Nonostante tale condizione di irreperibilità il pubblico ministero ha comunque chiesto di acquisire il riconoscimento testimoniale operato all’epoca. Richiesta respinta con vigore dal legale di Cappuccio, l’avvocato Carmine Pascarosa, che ha evidenziato come l’irreperibilità dello studente rumeno fosse ampiamente prevedibile vista la sua assenza durante tutte le udienze.

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Il legale ha sottolineato che la Cassazione ha stabilito che è possibile dare lettura in dibattimento delle dichiarazioni rese durante le indagini dal testimone che sia poi divenuto irreperibile, solo se tale irreperibilità sia oggettiva e indipendente dalla volontà del dichiarante (non imputabile a una sua scelta conscia di sottrarsi al processo). L’assenza non deve cioè derivare da una volontà di sottrarsi al contraddittorio, particolare non presente dunque nel procedimento in atto.

Alla luce di tale stato di cose i giudici hanno dato pienamente ragione all’avvocato Pascarosa, rigettando la richiesta del pubblico ministero e assolvendo Cappuccio da ogni accusa.

Paolo Cappuccio era stato coinvolto nel giugno scorso in una maxi inchiesta su un gruppo di rapinarolex tra Napoli e la Spagna. Il 44enne nella prima udienza era stato posto agli arresti domiciliari, nonostante la Procura generale avesse invocato la custodia in carcere. Nella successiva udienza l’avvocato Carmine Pascarosa aveva sollevato una questione di incompletezza del mandato di arresto europeo. La Corte, accogliendo le argomentazioni del difensore, aveva disposto un’integrazione documentale. Attraverso un videocollegamento con la Procura spagnola si era così giunti a un patteggiamento a sei anni con pena sospesa, che aveva comportato una caducazione degli effetti del mandato di arresto europeo. Cappuccio era stato dunque scarcerato immediatamente.

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