All’esito dei controlli e delle verifiche effettuate dall’Unità Interna Bradisismica della Città Metropolitana di Napoli attivata questa mattina immediatamente dopo il sisma verificatosi nell’area flegrea, dai tecnici incaricati non sono state rilevate criticità sui plessi scolastici di competenza dell’Ente ricadenti nell’area interessata dal fenomeno bradisismico. Solo in taluni casi sarà necessario interdire piccole aree, operazioni che tuttavia non inficeranno la possibilità della piena fruizione degli edifici. Nessuna criticità rilevata, altresì, sugli assi viari di competenza.
Il piano da 600 milioni per i Campi Flegrei
“La scossa 4,4 dei Campi Flegrei si inserisce in una attività che ormai è particolarmente nota: quella realtà particolarmente fragile dovrà convivere con le scosse in un territorio che deve fare i conti con il rischio vulcanico, con il rischio sismico e con il bradisismo”. L’ha detto il ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci al suo arrivo al Festival dell’economia di Trento.
“Il governo ha elaborato e attuato il famoso progetto Campi Flegrei che ha impegnato oltre 600 milioni di euro con l’intervento della Regione e dei Comuni interessati – ha proseguito -. Stiamo lavorando per mettere in sicurezza le principali infrastrutture e abbiamo nominato un commissario ad hoc. Siamo intervenendo per le case lesionate dalle scosse delle ultime attività“.
“Il Commissario ha a disposizione cifre precise: 250 milioni di euro da spendere entro il 2026. Nel frattempo stiamo consolidando gli edifici pubblici, ma dobbiamo anche avere il coraggio di demolire alcune strutture e lavorare per mettere in sicurezza l’alveo del torrente che scorre a valle. Per quanto riguarda le delocalizzazioni, si tratta di decisioni che devono assumere le autorità locali, ma da parte del governo continua a esserci il pieno interesse a sostenere questa azione per restituire stabilità ai cittadini”.
Paura all’alba per il terremoto ai Campi Flegrei
Con il terremoto di magnitudo 4,4 delle 5,50 di oggi è iniziato un nuovo sciame sismico ai Campi Flegrei, i cui parametri sono in linea con la sismicità osservata finora.
Localizzato nel Golfo di Pozzuoli, a circa due chilometri da Bacoli, il terremoto è avvenuto alla profondità di circa 3 chilometri. “Era un po’ che non si avevano eventi più energetici, dopo il terremoto di magnitudo 4 del primo settembre 2025. Questo intervallo forse ha potuto dare una sorta di illusione psicologica, ma sappiamo che il bradisismo non si sta fermando“, dice all’ANSA Lucia Pappalardo, direttrice dell’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
“In passato – prosegue – abbiamo avuto anche anche periodi più tranquilli, ma la sismicità non si mai interrotta, anche se è proseguita con un’energia più bassa“. Anche i parametri relativi al bradisismo “proseguono con lo stesso ritmo”, con il sollevamento del suolo di 1 centimetro al mese osservato da febbraio e un degassamento di 1.300 tonnellate giorno al centro della Solfatara.
Alla luce di questi dati, osserva Pappalardo, ci si attende una “sismicità non diversa da quella osservata nel 2025”, l’anno nel quale è avvenuto un terremoto di magnitudo 4,6, “l’evento più energetico mai registrato ai Campi Flegrei da quando esiste il monitoraggio con la rete sismica”, sviluppata negli anni ’80.
Le analisi di quanto accade in profondità ai Campi Flegrei “suggeriscono una presenza di una zona più porosa e permeabile, nella quale avviene un accumulo di fluidi magmatici, alla profondità compresa fra 3 e 4 chilometri, mentre il magma si trova a una profondità compresa fra 7 e 8 chilometri“.

