Un vero e proprio tsunami giudiziario. Questo quanto accaduto presso il tribunale del Riesame di Napoli, che ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare per circa venti indagati considerati organici al clan Contini, provvedimenti eseguiti qualche settimana fa.
La tesi accolta dai giudici del Riesame si è concentrata sull’assenza di criteri individualizzanti: secondo la difesa, il Giudice per le Indagini Preliminari avrebbe omesso di motivare in modo specifico e distinto le ragioni per cui la misura restrittiva fosse necessaria per ogni singolo indagato. A spuntarla dunque la linea dei difensori (tra i quali l’avvocato Mauro Zollo) che hanno visto annullare diverse ordinanze per i loro assistiti.
Le indagini hanno ricostruito l’attuale assetto della divisione territoriale nei quartieri Forcella, Duchesca, Maddalena, Sanità, Vasto, Arenaccia, Borgo Sant’Antonio Abate, Poggioreale, Rione Amicizia e San Giovanniello. Secondo gli investigatori, sarebbe emerso un controllo capillare delle aree attraverso la presenza stabile degli affiliati, spesso armati, con una significativa disponibilità di armi da fuoco e una spiccata capacità offensiva nei confronti dei gruppi rivali.
Nel mirino degli inquirenti anche le strategie di alleanza e mutua assistenza tra organizzazioni camorristiche, le tecniche di elusione delle indagini e la gestione delle principali attività illecite: estorsioni ai danni di commercianti e imprenditori, controllo delle piazze di spaccio e amministrazione dei proventi destinati al sostentamento degli affiliati detenuti e delle loro famiglie.


